Protesi killer al seno, ma non può toglierle perché è incinta

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C’è anche una bresciana – Francesca T. – tra le vittime delle protesi difettate della ditta francese Pip. A riferirlo è il dorso bresciano del quotidiano il Giorno, in edicola oggi. La 40enne, che ora vive a Milano, ha deciso di aumentare le dimensioni del proprio seno nel 2006. Salvo poi scoprire che i supporti che le sono stati impiantati sono a rischio scoppio (e in quel caso possono anche provocare il cancro). Ma non può rimuoverli perché è incinta. “A inizio 2011”, ha spiegato la donna al giornale, “ho iniziato a leggere le prime notizie su Internet di quanto stava accadendo in Francia e sono andata dal chirurgo che mi ha operata. Inizialmente è stato sul vago e mi ha parlato di denunce in atto oltralpe. A settembre, quando il caso stava per valicare i confini francesi, ci sono ritornata ed ero già in attesa del mio bimbo. Mi ha detto che sarebbe stato necessario rimuovere tutto, ma che non potevo farlo perché in gravidanza: devo aspettare almeno fino allo svezzamento del mio bimbo”. La donna ha deciso di sporgere denuncia tramite gli avvocati: Marco Angelozzi, Giacinto Canzona e Anna Orecchioni, gli stessi che curano una class action contro l’azienda francese Pip. Per informazioni l’indirizzo mail è: classactionpip@libero.it.

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