Sanpolino, addio al sogno autocostruzione. Gli scheletri dei 15 alloggi “fai da te” saranno abbattuti

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Tramonta per sempre il sogno di 15 famiglie che nel 2007 avevano vinto un bando per l’autocostruzione della propria casa, a Sanpolino. Una vicenda che si è trascinata per quattro anni e che – dopo il fallimento dell’associazione temporanea di imprese che doveva fornire il materiale e i macchinari per la costruzione degli immobili, guidata dalla cooperativa Alisei – ora è naufragata per sempre. Una delibera della giunta comunale di Brescia sancisce infatti che quel progetto pilota va ormai archiviato. Gli scheletri degli edifici, bloccati da anni, verranno abbattuti. La Loggia – che aveva individuato nell’Aler il progetto attuatore – ha deciso di restituire alla Regione il cofinanziamento del 2007, 299.428 euro.

L’Aler, va però aggiunto, ha chiesto al Pirellone di poter realizzare sull’area destinata all’autocostruzione un diverso intervento edilizio sempre a destinazione residenziale a cui potranno accedere anche gli ex auto costruttori. Anche il nuovo intervento – 14 villette a schiera – ha ottenuto un confinanziamento regionale. Secondo la nuova scaletta i lavori dovrebbero essere terminati per ottobre 2012.

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UN COMMENTO

  1. Degna soluzione di un progetto "impossibile" da realizzare in proprio attualmente.
    Non siamo più negli anni ’60: dove l’impresa arrivava al tetto al rustico e poi uno si arrangiava (ricordiamoci che molto materiale era in nero come pure la manodopera).
    Se può/deve esserci volontariato il medesimo non può che essere comunque professionale.
    Però nella notizia manca 2 cose: quanto ci hanno perso le famiglie e quanto è costato alle casse pubbliche questo tentavivo di "autocostruzione".

  2. Caspita, di fronte ad un fatto così spiacevole i costruttori spa o similari potrebbero almeno evitare di fare commenti così sagaci, o no!

  3. Il progetto non era per nulla "impossibile", tanto che ci sono in giro molti esempi recenti riusciti perfettamente. Certo, se l’impresa che si è aggiudicata i lavori è andata a gambe all’aria (cosa successa a moltissime imprese, negli ultimi tre anni…) è chiaro che non c’era poi granchè da fare. Provate a trovarvi in una situazione simile e poi mi direte (curatore fallimentare, materiali ed attrezzature lasciate in loco, etc etc: non è una passeggiata…). Condivido il dubbio: le famiglie quanto hanno investito (perso?) nella vicenda? E a noi contribuenti, quanto è costata la vicenda? Sono due dati importanti. Sulla notizia poi che si demoliscano le strutture e si ricostruiscano delle villette entro il 2012, mi permetto di avanzare qualche dubbio ma spero vivamente per le famiglie interessate di poter essere smentito dai fatti.

  4. A dire la verità gli scheletri delle villette sono già stati abbattuti.
    La cosa che mi meraviglia è che progetti di questo tipo altrove hanno funzionato, mentre a Brescia tutto è fallito e il Comune ci ha ufficialmente messo una pietra sopra.

  5. Se nel 2009 è fallita la “società incaricata di seguire il lavoro delle famiglie.”
    Se il lavoro lo faccio io, se mi fallisce un coordinatore ne piglio un altro.
    Ma se invece il lavoro lo deve fare lui, allora sì che se fallisce quello il cantiere si blocca.
    Poi (2010) fallisce anche la Alisei srl, cosa doveva fare?Coordinare pure lei?
    Ma il lavoro non dovevo essere io a farlo?Avevo bisogno di 2 cooperative per acquistare i materiali edili?
    C’è qualche passaggio che non riesco a capire.Forse sarebbe bastato fare come tutte le case costruite in cooperativa: a capitolato fino al tetto,al rustico o come si voleva e poi mi sarei arrangiato a terminarla,rifnirila come volevo.
    A volte si seguono utopie che non si possono realizzare era un’idea della giunta Corsini.
    Comunque cosa è costato alle parti in causa?Perchè gratis non credo che si sia fatto nulla.

    sbaglio io, o questa è autocostruzione solo di nome?

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