L’allarme delle Bcc: la nostra capacità di sostenere l’economia è a rischio

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Nel mirino ci sono le norme di attuazione di Basilea 3 e più in generale, la proliferazione normativa che dallo scoppio della crisi, nel tentativo di mantenere in sicurezza il sistema, sta interessando il sistema bancario italiano ed in particolare le banche locali e cooperative. Obbiettivo dichiarato quello di ribadire il ruolo ed il peso delle Banche di Credito Cooperativo e delle Banche Popolari che per continuare a svolgere il loro lavoro hanno bisogno di vedersi riconosciuta la loro specificità.

Di questo hanno parlato stamattina a Milano il presidente bresciano di Federcasse (l’associazione nazionale delle 400 BCC e Casse Rurali italiane) Alessandro Azzi ed il presidente dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, Carlo Fratta Pasini.

Azzi e Fratta Pasini, si legge in una nota, hanno osservato che “una normativa omogenea applicata a contesti caratterizzati da forti profili di eterogeneità rischia di determinare un terreno di gioco assolutamente non livellato”; in secondo luogo, “occorre che tutta la normativa sappia distinguere tra intermediari che operano a livello territoriale o trans-nazionale, se nella finanza speculativa o solo nell’intermediazione tradizionale e nel sostegno all’economia reale” ma soprattutto se in portafoglio le banche “possiedono titoli del debito pubblico del proprio Stato o titoli subprime”. I due presidenti hanno ricordato che “per le banche cooperative gli scopi della nuova normativa potranno essere raggiunti solo se si potrà assicurarne la contestuale applicazione in tutti i paesi che partecipano al sistema finanziario globale, pena il rinvio della data di attuazione delle disposizioni”. Secondo Azzi e Fratta Pasini, “il recepimento delle nuove regole di Basilea 3 comporta un aumento significativo, in termini di quantità e qualità, del capitale necessario a soddisfare i requisiti normativi. Si tratta – è stato sottolineato – di un incremento del 31,3% del livello degli attuali requisiti. Per chi non accede al mercato per gli aumenti di capitale – come le BCC, ha sottolineato in particolare Azzi – il rischio è che perdurando circostanze sfavorevoli si determini una contrazione, molto pesante, della capacità di finanziamento e sostegno dell’economia”.

Azzi e Fratta Pasini hanno infine ricordato come il 2012 sia stato proclamato dalla Assemblea delle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Cooperative con lo slogan “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”. Uno slogan, hanno sottolineato, che si è dimostrato vero soprattutto in questo tempo di crisi.

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