Taxisti Confartigianato Imprese di Brescia, dialogo con l’esecutivo per impedire la liberalizzazione delle licenze

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 In relazione al decreto legge sviluppo annunciato dal Governo e che prevederebbe, tra le altre misure, interventi in materia di liberalizzazione delle licenze dei taxi, Confartigianato Imprese Unione di Brescia, in pieno e totale accordo con il consiglio provinciale di Categoria dei Taxisti, presieduto da Antonio Amodio, esprime la massima solidarietà e preoccupazione agli imprenditori del settore, assicurando il massimo appoggio alle loro sollecitazioni. Per tale ragione apprezziamo l’atteggiamento lucido e responsabile fin qui tenuto dai colleghi Taxisti di Brescia e provincia i quali, pur alle prese con le giuste preoccupazioni del momento, stanno lavorando in appoggio ai tentativi di Confartigianato Imprese di aprire uno spiraglio di concertazione con il Governo su un provvedimento che nessuno, ad ora, ha avuto modo di conoscere. Ciò al fine di elaborare una proposta che qualifichi l’azione sindacale e ottenga un provvedimento che oltre a tutelare il settore ne consenta anche lo sviluppo. E’ pertanto in corso, in queste ore, da parte di Confartigianato, una forte azione di lobby per convincere l’esecutivo a concertare l’emanando provvedimento, ed è per tale motivo che Confartigianato Imprese attende gli opportuni riscontri a tale azione in attesa della mobilitazione generale della categoria già programmata per il giorno 23 gennaio. E’ e deve essere chiaro che, laddove non riuscissimo, con un confronto costruttivo con il Governo, ad ottenere un risultato apprezzabile per la categoria dei Taxisti, Confartigianato Imprese Unione di Brescia manifesterà con forza il proprio pensiero ed appoggerà ogni opportuna forma di protesta, ivi compreso l’annunciato blocco della attività, nel rispetto delle regole e sempre con senso di responsabilità. In tale modo i taxisti di Confartigianato sottolineano e condividono il prestigio e la leadership nel settore della propria Confederazione di appartenenza e sono pronti ad attuare tutte le azioni possibili per non mettere in crisi un settore già di per sé al limite della sopravvivenza.

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  1. le liberalizzazioni all’italiana le conosciamo benissimo , non portano alcun beneficio in fatto di costi e nessun posto di lavoro ma solo kaos e monopoli e’ inutile che PD e PDL insistano su questo tasto . Immaginatevi poi con i taxi , a Brescia con il 20 % di popolazione straniera ci troveremmo domani con 1000 o 2000 taxi di pakistani cinesi slavi ed africani . E’ vero che 103 licenze sono poche in questo caso basterebbe metterne in commercio un numero fisso , circa 30 per esempio ..la categoria non ne risentirebbe e i clienti si troverebbero con un servizio migliore .

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