Cari ciclisti, il semaforo rosso vale anche per voi

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di Lucia Marchesi – Parliamo di biciclette. Ormai, all’appello mancavano solo loro. Per fortuna, a Brescia sono tanti i cittadini che scelgono di spostarsi in bicicletta, risparmiandoci una buona dose di queste maledette polveri che ostruiscono le nostre vie respiratorie. Ma, ovviamente, ci sono i ma.

Brescia non è esattamente una città a misura di bicicletta, ci sono strade trafficatissime prive di pista ciclabile, o addirittura piste che a un certo punto si interrompono, magari in incroci piuttosto pericolosi. Le rotonde poi non migliorano la situazione: il ciclista rischia di tagliare facilmente la strada alle auto, al punto che, una buona parte degli utilizzatori di bici, arrivata in prossimità della rotonda, preferisce salire sul marciapiede e sfruttare gli attraversamenti pedonali.

E neanche gli automobilisti aiutano. Auto parcheggiate sulle piste ciclabili costringono le biciclette a passare in mezzo alla strada e le portiere spalancate senza nemmeno degnarsi di guardare prima nello specchietto retrovisore rischiano di uccidere il malcapitato ciclista.

Detto questo, non si può evitare di fare qualche osservazione anche a loro, gli utenti delle due ruote.

In molti casi, infatti, il ciclista si sente autorizzato ad andare praticamente ovunque, trasformandosi lui stesso in un pericolo per sé e per gli altri.

Comunicazione di servizio: precedenze, divieti, stop, sensi unici eccetera si rivolgono anche a voi ciclisti. Non è che vi dovete fermare solo se sul semaforo rosso è disegnata la biciclettina, anche il rosso normale vi deve preoccupare.

Ammetto poi di essere ossessionata da un dubbio amletico. Ma le biciclette possono passare nella zona pedonale di Corso Palestro? Mi sembra che, all’imbocco, il cartello blu rappresenti solo il pedone, eppure il corso è un via vai di biciclette che fanno lo slalom tra persone, panchine, passeggini e tavolini del bar. Nei giorni feriali è anche ammissibile, ma il sabato è un vero disastro.

E che dire delle brusche deviazioni sulla carreggiata per evitare buche e tombini? Signori, capisco che non sia uno spasso prendere una buca con la bicicletta, ma è pericolosissimo! Non per le auto, ma per voi, che rischiate di finirci sotto! Quante volte mi è capitato, in via Milano, di allargarmi per superare un ciclista e vedere questo fare uno scatto verso il centro della strada per evitare un tombino? Ma non è meglio fare il saltino, piuttosto di finire tatuati sull’asfalto?

Altra osservazione. In questa stagione, in cui le ore di buio sono molte e in cui la nebbia la fa da padrona, forse, e sottolineo forse, sarebbe il caso di avere sulla bici delle luci funzionanti. Ho perso il conto di quanti ciclisti ho visto all’ultimo secondo, perché totalmente sprovvisti di fari. Di nuovo, siete voi quelli che rischiano di farsi del male, state un po’ più attenti.

E attenzione anche ai pedoni: ieri, nello scendere dall’autobus, sono quasi stata investita da un ciclista furbetto che aveva pensato bene di superare il mezzo pubblico sulla destra, cioè dal lato su cui salgono e scendono i passeggeri.

Gente, non mi stancherò mai di ripeterlo: attenzione per strada! A piedi, in auto, in bici, non importa, ma fate attenzione!

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  1. Una volta i pedoni, ora i ciclisti, ma non trova di meglio che prendersela con gli utenti deboli della strada. nel servizio passa il messaggio che alla fine tutti sono eguali, pedoni, ciclisti, SUV. Che serietà!

  2. Evitando di colpevolizzare i ciclisti (e infatti non mi pare che l’articolo intenda farlo), che rappresentano assieme al pedone una delle categorie di utenti della strada tra le più deboli, segnalo un paio di cose: è vero, il semaforo rosso vale anche per loro, e un paio di volte da pedone mi è capitato di esser quasi investito da ciclisti che, al contrario delle auto, non si erano fermati col rosso. Aggiungo che il codice della strada, a quanto mi risulta, NON permette alle biciclette di transitare sui marciapiedi: ora, un po’ di flessibilità va bene, ma che un pedone debba scendere dal marciapiede per evitare di essere investito da chi sfreccia a tutta velocità in bicicletta, magari suonando all’impazzata il campanello, mi pare un po’ troppo… in questi casi il pedone dovrebbe avere la precedenza…

  3. Se non ricordo male un politico bresciano aveva affermato che le piste ciclabili tolgono spazio alle automobili. Io sono un "bicidipendente" e utilizzo la bici il più possibile. Siamo una categoria debole e non rispettata degli automobilisti, che in Italia e a Brescia sono purtroppo in ampia maggioranza incivili e arroganti. Gli insufficienti e pericolosi percorsi ciclabii di Brescia sono inoltre la prova della mancanza di cultuta ambientale e civica che non riconosce alla bicicletta il ruolo che le viene riconosciuto, rispettato e valorizzato in altri Paesi europei con un livello di educazione stradala e civica ben superiore al nostro.

  4. Per il signore che ha scritto il primo commento, non mi pare che se la prenda solo con gli utenti deboli della strada… Mi pare che con gli automobilisti non ci sia mai stata molta tenerezza…

  5. "passa il messaggio che sono tutti uguali". Secondo me no. E comunque, l’obbligo a prestare attenzione È uguale per tutti, non penso che un pedone possa andare in giro per strada senza fare un po’ di attenzione. Anzi, visto che in caso di incidente sarà quello che si farà del male, dovrebbe stare attento di più!

  6. Innanzitutto non mi pare che ci sia un accanimento nei confronti di alcune categorie, ma solo un invito a fare tutti piu’ attenzione. Non credo che la gara sia tra il ciclista e il pedone per chi abbia piu’ diritti, o su chi potrebbe avere la peggio, ma semplicemente si parla di diritti e doveri di tutti gli utenti della strada. Le cosiddette "categorie deboli" lo sono perchè è vero che in Italia siamo putroppo spesso degli automobilisti incivili, ma lo sono anche perchè a volte sono degli incoscienti. Io abito nella bassa bresciana e nei giorni particolarmente nebbiosi mi capitava di vedere ciclisti in giro senza giubbotto catarifrangente nè faretto attraversare le strade all’improvviso o superare sulla destra mentre mi accingevo a curvare nella medesima direzione con tanto di freccia. Oppure su una strada già di per sè stretta e trafficata da mezzi pesanti (mi riferisco a quella che collega Bagnolo Mella a Poncarale) vedere quei ciclisti piu’ furbi, cioè quelli che chiacchierano amorevolmente uno a fianco all’altro costringendoti a superarli e rischiare frontali con i Tir che procedono in direzione opposta, per cui prima di declamare solo diritti vediamo di stare tutti un pò più attenti perchè sulla strada non esistono categorie "non a rischio".

  7. Ammetto di essere una ciclista molto indisciplinata. Vorrei però spezzare una lancia a favore di tutti quelli che come me insistono ad andare in bici in una città dove noi ciclisti siamo considerati peggio delle cacche di cani. A volte per noi è veramente meno rischioso infrangere le regole del codice della strada. A volte è meglio fare un vicolo in contromano piuttosto che fare il percorso corretto, ad esempio transitando sul ring. Che, se tieni la destra, può anche essere fatto in tranquillità. ma se a un certo punto devi cambiare corsia per svoltare a sinistra… beh, rischi la fine del gatto in tangenziale. Inoltre, pur essendo anche noi utenti deboli della strada al pari dei pedoni, dagli automobilisti otteniamo ancora meno rispetto di questi ultimi. Vorrei portare due esempi che mi sono capitati e che secondo me sono significativi. Una sera mi trovavo all’incrocio tra corso Zanardelli, Magenta e San Martino della Battaglia. Provenivo dalla Galleria e dovevo andare per intenderci verso la Sosta. Semaforo rosso di fronte alla gelateria Pinko. Mi fermo. Il semaforo diventa verde. Parto. Partono anche le auto provenienti dal senso di marcia opposto. Un SUV (sì, un maledetto schifosissimo SUV) gira in Corso Zanardelli, quindi a sinistra, quindi proveniva dalla mia destra, quindi mi doveva la precedenza. Ma pensate che uno schifosissimo SUV avrebbe dato la precedenza a una bicicletta scassata con alle spalle 20 anni di onorato servizio, ben visibili dalla ruggine del telaio?! Ma siete pazzi?!? Quel pirata della strada appena mi ha visto ha accelerato!!! Mi ha quasi ammazzata. Non sto scherzando, si è fermato a due centimetri dal manubrio. Io per lo spavento quasi non riuscivo neanche più a parlare. E’ sceso il proprietario del SUV, tipico soggetto maleducato arrogante e cafone, che invece di scusarsi sosteneva anche di aver ragione perché secondo lui io ero passata col rosso. Ma potete andare a verificare tutti, a quell’incrocio i due semafori su via San Martino diventano verdi per entrambe le direzioni nello stesso momento. Secondo episodio: stavo tornando a casa per la pausa pranzo e mi trovavo effettivamente a transitare su un marciapiede. Una signora con una bambina per mano ha urlato: ma guarda quella CRETINA che va in giro sul marciapiede! Io che potevo dire? Aveva ragione. Due ore dopo, per tornare in ufficio, consapevole di essermi beccata un "cretina" che mi meritavo, decido di fare la strada seguendo alla lettera il codice. Quindi, per l’appunto, prendo il ring di via XX settembre. Tengo la destra. Mi sorpassa una macchina, normale, ma col conducente cafone tanto quello del SUV. CRETINA!!! mi dice (sic!) Stai sul marciapiede che crei intralcio…

  8. Se nessuno inizia a rispettare le regole, quanto meno del vivere civile, non facciamo altro che il cane che si morde la coda: ci giriamo intorno…

  9. Se nessuno inizia a rispettare le regole, quanto meno del vivere civile, non facciamo altro che il cane che si morde la coda: ci giriamo intorno…

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