Libri e musica, diamo più spazio al nuovo

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Pur ammettendo di non essere un grande frequentatore degli eventi e dei luoghi della movida bresciana, ho notato quella che sembra essere una prassi ormai ben consolidata, una consuetudine che si autoalimenta e che di fatto si trova a sottostare a quelle che sono assimilabili a vere e proprie leggi di mercato: è estremamente difficile riuscire ad ascoltare gruppi che propongano musica nuova, musica propria. Se nelle feste di paese e nelle sagre la fa da padrona il liscio, con valzer e mazurke come corollario di serate a base di casoncelli o di trippa e pane e Salamina, che danno quella forte e piacevole connotazione caratteristica, ad esempio, di molti paesi della bassa, nei locali cittadini in cui si fa musica dal vivo si trovano spesso e volentieri delle cover band, gruppi che rifanno, più o meno bene, successi del passato o titoli che stanno scalando le ultime classifiche. Diventa difficile, se non in qualche circolo ristretto, trovare qualcuno che faccia musica diversa, che abbia il coraggio e la possibilità di proporre musica propria. Ecco, forse più che una questione di coraggio è una questione di possibilità. Ma non è un discorso valido solo in ambito musicale. Potrebbe valere anche per le mostre, con Brescia che negli ultimi anni ha ospitato mostre di livello internazionale, che hanno visto migliaia di visitatori, non sempre però poi attirati dalle altre realtà artistiche che la città sa offrire. Ammetto però di non essere ferratissimo sull’argomento. So invece che il discorso vale anche per i libri. Con le librerie, almeno quelle legate alle grandi catene che in alcuni casi ricevono addirittura dalla sede centrale l’indicazione di quali libri esporre e in quale ordine, concentrandosi sui best seller (e meno male che in città sopravvivono ancora alcune librerie dal volto più “umano”, dove chiedere consiglio e provare a leggere, ogni tanto, qualcosa di nuovo) diventa difficile trovare spazio per chi ai grandi gruppi editoriali non fa capo. Parlo ancora di quel mondo, radicato anche nella storia bresciana, fatto di passione e di piccoli editori. Certo, ci sono le manifestazioni di settore, come la Rassegna della Microeditoria che si è svolta a Chiari nello scorso novembre e che ha avuto riscontri molto positivi. Non vanno però dimenticate le biblioteche, con il grande impulso che danno nella promozione della lettura. E proprio le biblioteche che compongono il sistema sud ovest Bresciano, insieme all’Associazione Impronta, ormai da qualche anno promuovono il “Premio Microeditoria di qualità”, sottoponendo al giudizio degli utenti diversi titoli (lo scorso anno erano circa un centinaio) di piccoli editori. Sono stati “marchiati”, come indicazione di qualità per i lettori, romanzi, saggi, libri per bambini e raccolte di poesie. L’iniziativa ha preso così piede che hanno chiesto di aderirvi anche biblioteche cittadine e del resto della provincia. Ritorniamo però al discorso della musica nei locali: il discorso è quello di continuare a dare spazio, al di là del periodo del concorso stesso, a queste pubblicazioni. Così quest’anno, per la prima volta, all’interno del percorso “Un libro per piacere” promosso proprio dal Sistema Bibliotecario sud Ovest Bresciano e che, dal 22 febbraio, prevede presentazioni nelle 24 biblioteche dei comuni che vi aderiscono, tre serate saranno dedicate proprio ai libri dei piccoli editori che hanno ottenuto il già citato marchio di qualità. Nella speranza di attirare qualche lettore in più o di invitare, ogni tanto, a leggere qualcosa di diverso e meno noto.

* Presidente associazione culturale L’impronta

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