Cesio 137, cromo esavalente e altri: le richieste degli ambientalisti sull’inquinamento dell’acqua

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I cittadini di Brescia seguono con viva preoccupazione le notizie relative allo stato delle acque di falda della città. Quasi come se la situazione della qualità dell’aria non suscitasse sufficiente allarme, le più recenti rilevazioni di ASL e ARPA hanno evidenziato una condizione di generalizzato deterioramento anche della qualità dell’acqua. Analisi condotte dal 2007 al 2010 da parte di ASL, ARPA e Comune di Brescia hanno evidenziato a più riprese la presenza di cromo esavalente nella falda superficiale e anche in alcuni pozzi di servizio dell’acquedotto cittadino – prontamente scollegati da esso – molto oltre i livelli di legge. Le ricerche hanno individuato una situazione particolarmente critica nella zona ovest della città (Chiesanuova, Villaggio Sereno, Folzano), in corrispondenza di alcuni casi di contaminazione di origine industriale ben definiti e di un probabile pennacchio vasto di contaminazione “da nord”, proveniente dalla Valtrompia. Tuttavia, le elevate concentrazioni medie cittadine di cromo esavalente (sostanza altamente tossica e cancerogena), tri-tetracloroetilene, tetracloruro di carbonio e altri inquinanti, nonostante al di sotto dei limiti di legge, fanno dell’acqua potabile distribuita in tutte le zone di Brescia un bene di qualità scadente e in continuo, prevedibile deterioramento. Da ultima, ancora più preoccupante, la questione Cesio 137 a San Polo. Secondo l’ARPA non ci sono ancora elementi sufficienti per dichiarare l’avvenuto inquinamento della falda. Tuttavia, la stessa Agenzia certifica che, data la situazione di degrado del sito Piccinelli e l’innalzamento del livello della falda, perché la contaminazione avvenga, se non già in corso, è solo una questione di tempo. L’incredibile sequenza di superficialità, disinteresse e inefficienze che hanno prodotto questa condizione di assoluta emergenza merita di essere scrutinata da parte dei cittadini ed eventualmente in sede giudiziaria. Ma prima ancora occorre che le autorità competenti comincino a recuperare i ritardi accumulati e destinino sforzi e risorse a interventi di ripristino immediato di condizioni di sicurezza. Nel dettaglio, chiediamo ad A2A, Comune, ARPA, ASL e Regione, eventualmente attraverso l’istituzione di un’autorità di intervento ad hoc: 1) Raccolta capillare e diffusione tempestiva di tutti i dati rilevanti nella contaminazione delle falde con mappatura e stratificazione straordinaria dei siti contaminati. 2) Pubblicazione continua online dei dati relativi ai parametri di qualità dell’acqua distribuita, e nello specifico: cromo esavalente, radioattività, solventi clorurati,
idrocarburi, nitrati e pesticidi. 3) Avvio immediato delle opere di messa in sicurezza permanente e bonifica dei siti di contaminazione già noti, a partire dalla cava Piccinelli e dall’emergenza cromo VI nella zona ovest della città. 4) Sistematica indagine di rilevazione e monitoraggio “a tappeto” su tutto il territorio cittadino e provinciale per studiare e individuare eventuali ulteriori situazioni di contaminazione. 5) Considerare, limitatamente alle situazioni locali più preoccupanti, provvedimenti restrittivi al consumo, per ragioni precauzionali.

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