Farmaci scaduti, l’Asl mette i sigilli ad una clinica estetica di Salò. Multa da 12 a 120 mila euro

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L’ASL di Brescia ha sospeso l’attività di un centro specializzato in interventi di Chirurgia Plastica e trattamenti di Medicina Estetica situato a Salò. Il provvedimento è scattato in seguito ad un’ispezione effettuata il 25 gennaio scorso da parte degli operatori del Servizio Autorizzazione, accreditamento, acquisto e controllo delle prestazioni sanitarie dell’ASL, in collaborazione con i carabinieri del NAS di Brescia. Il controllo è stato attivato in quanto il legale rappresentante della struttura aveva notificato all’ASL di aver utilizzato in passato protesi mammarie PIP (Poly Implant Prothese), gli impianti difettosi al centro dell’inchiesta partita da Marsiglia, su alcune pazienti. Il controllo ha invece portato alla luce altri tipi di irregolarità di gravità tale da mettere in pericolo la salute e la sicurezza dei pazienti. Numerose infatti sono le problematiche riscontrate dal personale ASL: la presenza di farmaci scaduti all’interno della struttura (che è dotata di sala operatoria, sale per medicazioni, ambulatori per visita); il mancato rinnovo nel 2012 della convenzione con una struttura di ricovero e cura sede di Pronto Soccorso per la gestione delle emergenze–urgenze, un requisito previsto anche in questi centri per garantire la sicurezza del paziente; l’utilizzo di spazi e locali non autorizzati; la presenza di protocolli operativi e linee guida non aggiornati e incompleti.  L’ispezione ha messo in luce inoltre che la struttura ha ampliato la propria attività senza aver presentato alcuna richiesta all’Azienda Sanitaria Locale di Brescia: il Centro infatti era stato autorizzato dal Distretto di Salò nel 1999 come Ambulatorio di chirurgia, e autorizzato alla trasformazione in “struttura di ASL di Brescia ricovero e cura a ciclo diurno” dotata di due posti letto. I posti letto riscontrati dall’ASL il 25 gennaio scorso sono invece quattro.  L’attività è stata quindi immediatamente sospesa per 10 giorni, periodo concesso dall’ASL ai titolari del centro per ripristinare le condizioni di sicurezza e i requisiti autorizzativi previsti dalle normative vigenti.  Alla sospensione seguiranno pesanti provvedimenti di natura amministrativa ai sensi della Legge Regionale 33/2009. Il titolare della struttura rischia infatti una multa che va dai 12.000 ai 120.000 Euro. Inoltre, scaduto il termine di 10 giorni, se il Centro non sarà nuovamente in regola l’ASL potrà disporne la revoca dell’autorizzazione.

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