Brescia non è un grande cassonetto a cielo aperto, lo sapete?

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di Lucia Marchesi – Parliamo di spazzatura. Parliamo del lerciume che imbratta e deturpa la nostra bella Brescia. So che non è un argomento piacevole, ma ci sono cose che vanno dette. Perché purtroppo la buona educazione si vede anche, forse soprattutto, da queste piccole cose. L’adulto che butta il pacchetto vuoto di sigarette nell’aiuola e il ragazzino che sputa per terra sono due maleducati. Punto e basta.

Brescia è disseminata di raccoglitori per qualsiasi tipo di immondizia. Diciamocelo, già loro dal punto di vista estetico non sono un granché, però sono assolutamente indispensabili. Ma se poi arriva il nato stanco che non è nemmeno in grado di aprire il cassonetto e fa la furbata di lasciare il suo bel sacchettino lì per terra, siamo veramente a cavallo. Perché, cosa succede in questo caso, quando i cassonetti vengono svuotati dal camion? Che il sacchettino lì appoggiato scivola per terra, per poi essere spiaccicato dal contenitore, sparpagliando immondizia ovunque. Un genio.

Il risultato è che, camminando per strada, quando si passa vicino alla lunghissima fila di contenitori della raccolta differenziata, si pesta qualunque cosa, il marciapiede è una discarica e l’aria ha un odore pestilenziale.

Ma questo è niente. Da un po’ di tempo a questa parte, i nati stanchi, che non si sognano neppure di portare i rifiuti ingombranti negli appositi centri di raccolta, si sono trasformati in furbetti che abbandonano questo tipo di immondizia ovunque.

Solo per fare qualche esempio, appoggiati ai cassonetti possiamo trovare vecchi materassi, sedie, reti per il letto, poltrone, mobili, addirittura vecchie tv con il tubo catodico.

Ecco. Scusate, ma questo mi fa veramente uscire dai gangheri. Anche perché, essendo rifiuti speciali, la raccolta quotidiana non è attrezzata per portarli via, quindi quello schifo rimane lì per giorni. Bello, no? Poi vicino a questa meraviglia incontri la mente eccelsa che ti sbraita contro perché il tuo cane sta facendo pipì. Certo, perché, come vi ho già raccontato, non ci vuole nulla a urlare contro una ragazza che porta a passeggio il cane, ma ai quattro adulti che abbandonano le bottiglie di birra sulla panchina del parco nessuno dice nulla.

A proposito, parliamo allora dei parchi. Dei giardini pubblici. Dei posti dove una volta si potevano tranquillamente portare i bambini a giocare. Oggi, prima di portarli, a momenti bisogna sottoporli al richiamo di tutte le vaccinazioni.

Potrei aprire un interminabile capitolo sul fatto che appena vengono installati nuovi giochi per bambini (quelli nuovi del Parco Gallo sono splendidi), qualche disgraziato arriva immediatamente a rovinarli con scritte quasi sempre volgari, giusto perché lì giocano i bambini, ma ne parleremo un’altra volta.

Parliamo invece di quello che trovano per terra i bambini che giocano a palla su un prato. La palla, si sa, è un po’ indisciplinata e bisogna spesso andare a riacchiapparla dove si è rintanata. Cosa trova il bimbo che va a riprendere la palla che si è cacciata sotto un cespuglio? Quando è fortunato, trova cartacce, bottiglie e sigarette. Quando è molto fortunato siringhe; e quando ha veramente una fortuna sfacciata cosa trova? Escrementi. Di indubbia natura umana. Nessuno mi dica che è colpa dei cani perché, per quanto io li consideri una specie evoluta, so per certo che ancora non lasciano il fazzolettino sporco lì sopra. Come la mettiamo?

Anche perché questo non succede solo nei giardini pubblici: tempo fa, passando vicino al cantiere della metropolitana, dove una volta c’era l’Oviesse, ho trovato un raffinato signore in piedi in un angolo che faceva i suoi comodi. In pieno centro a Brescia. Il sabato pomeriggio. Molto piacevole.

Non parliamo dei “pischelli”. Veramente, non sopporto quelli che sputano per terra. Cammini per strada e loro ti sputano sui piedi. Perché poi? Cosa dovrebbe significare? Quale disagio esistenziale vorrebbe manifestare, oltre a una spiccata maleducazione?

Ma insomma, non è un peccato vedere la nostra bella città così poco rispettata? Tutti che pretendono di trovare le strade pulite, ma quanti sono quelli che fanno la loro parte cercando, quanto meno, di non sporcare? Ormai la regola non scritta è questa: ognuno faccia pure quello che vuole, chi se ne importa degli altri?

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  1. Gentile Lucia, il problema che Brescia ha con i rifiuti non riguarda certamente i cittadini che buttano lo sporco per terra, ma paradossalmente proprio i cassonetti (che lei ritiene "assolutamente indispensabili"), le troppe discariche e l’inceneritore. Le consiglio di leggersi "L’Italia sotto i rifiuti" di Marino Ruzzenenti, il nostro storico dell’ambiente che più di tutti ha affrontato questi problemi

  2. Gentile Lucia, il problema che Brescia ha con i rifiuti non riguarda certamente i cittadini che buttano lo sporco per terra, ma paradossalmente proprio i cassonetti (che lei ritiene "assolutamente indispensabili"), le troppe discariche e l’inceneritore. Le consiglio di leggersi "L’Italia sotto i rifiuti" di Marino Ruzzenenti, il nostro storico dell’ambiente che più di tutti ha affrontato questi problemi

  3. Queste sono le cose che si vedono per terra, mentre le altre, assai peggiori per la nostra salute perchè le altre non sono visibili perchè confuse nell’atmosfera. Aprire gli occhi please!

  4. ma secondo me non avete mica capito. il discorso non è l’inquinamento o i rifiuti. il discorso è l’educazione, è diverso. cosa c’entra l’aria con le cartacce nel parco?

  5. brava, anzi no…bravissima! io ogni tanto rischio di "bruscarle" quando faccio notare l’atto maleducato al soggetto..perchè oltre alla maleducazione, i più di loro sono anche maneschi, se va bene finisce cn un vaffà…per me è insopportabile vedere il foglio di carta buttato,il pacchetto, la cicca di sigaretta gettata o magari spenta nella sabbia al mare…come un gigantesco posacenere, ma ci rendiamo conto che poi ci lamentiamo dell’inquinamento??? e i bordi delle strade?? ma come si fa a buttare bottglie, lattine, ecc?? meriterebbero sanzioni salate!

  6. l’educazione centra con l’inquinamento? Certamente si, chi getta la cicca, la cartaccia e non fa la raccolta differenziata, probabilmente utilizza l’automobile (meglio se è un suv) per fare 200 metri per andare a comprare il pane e non si interessa dell’inquinamento che ci sommerge, non si impegna in nulla e lascia fare agli altri basta che nessuno lo disturbi (ed intanto respiriamo polvere, beviamo cromo e camminiamo sui rifiuti senza che nessuno si impegni a voler cambiare le cose).

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