L’abolizione delle Province torna in Broletto. Critiche bipartisan ai bresciani a Roma

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“No all’Italia senza le Province”. Si intitola così il documento arrivato oggi in Broletto come in tutte le Province italiane. Un ordine del giorno cui gli enti decentrati fanno le loro “valutazioni sulle norme proposte dal Governo che prevedono lo svuotamento di funzioni delle Province”, ridotte di fatto a un coordinamento – senza portafoglio – di sindaci che eleggeranno tra loro un “primus inter pares”.

“Si tratta di un’iniziativa da condividere”, ha detto il presidente Molgora aprendo la discussione sull’ordine del giorno, “ma un po’ tardiva. Ad agosto era stata trovata una soluzione che prevedeva un accorpamento delle province, un intervento decisamente più razionale. Ma purtroppo non ha prodotto risultati. La questione non è quella di salvare tutte le Province: alcune non servono assolutamente a nulla, altre – anche per dimensione – svolgono una funzione determinante per il proprio territorio e orano rischia sostanzialmente di sparire. Le Province lombarde”, ha aggiunto, “si sono mosse per verificare se lo Stato possa o meno cambiare le carte in tavola con legge ordinaria e per sollecitare il fatto che il presidente della Regione Roberto Formigoni presenti ricorso alla Corte costituzionale. Ma ad oggi la Lombardia – a differenza di Piemonte e Veneto – non l’ha ancora fatto. Già sei Province (tra cui Como) che dovrebbero andare ad elezioni quest’anno sono state commissariate. Speriamo”, ha concluso il presidente del Broletto, “che questa nuova iniziativa produca qualche risultato”.

 

“I parlamentari bresciani avrebbero dovuto fare di più”, ha detto Gianpaolo Mantelli (Pdl), sollecitando l’ente a perseguire la strada del ricorso. “Da almeno un anno sentiamo Molgora ripetere cose che già sappiamo”, ha quindi attaccato l’indipendentista Giulio Arrighini, “ma nel frattempo si continuano a mortificare i territori e ogni forma di federalismo, restringendo ulteriormente gli spazi democratici. E tutto ciò è iniziato quando al governo c’era la Lega Nord. La verità”, ha tuonato, “è che bresciani fanno i leoni a casa propria, ma quando sono a Roma si trasformano in lacché dei potenti. Pensate davvero di risolvere tutto con un documentino così?”, ha concluso chiedendo un vertice Molgora-Monti, “sapete bene cosa se ne farà il presidente del Consiglio”. Contro l’abolizione tout court anche l’idv Luca Pelizzari, che pure ha annunciato l’uscita dall’aula (sostenendo la necessità di una riforma organica). Mentre l’udc Roberto Gitti (astensione al momento del voto) si è detto sostanzialmente d’accordo con il documento dell’Upi, pur criticando l’ipotesi del ricorso e proponendo un nuovo confronto con il governo. Il capogruppo del Pd Diego Peli, ancora, ha proposto provocatoriamente all’ente di uscire dall’Unione Province Italiane (al dunque il gruppo ha votato a favore). E se – dai banchi della Lega – Stefano Borghesi ha ribadito le argomentazioni di Molgora, il capogruppo del Pdl Diego Invernici ha attaccato “i burocrati isolati dal resto del Paese” e il governo Monti, suscitando gli applausi del Carroccio.

 

 

 

 

 

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  1. Ipocrisia allo stato puro da Mantelli a Diego Peli, ad Invernici, passando per Gitti e pelizzari fino ad arrivare soprattutto ad arrighini (che probabilmente teme di perdere l’unica poltrona che riesce a portarsi a casa…) andate in Consiglio Provinciale a fare fuoco e fiamme e i vostri a Roma stanno sostenendo a spada tratta questo governo…ma pensate che i bresciani siano davvero cosi tonti?? SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  2. Si, all’abolizione delle province ed anke in modo molto celere. Questa e’ la decisione e la volonta’ dei cittadini italiani. Basta con lo sperpero e gli sprechi delle province che non servono a nulla. Dalle Regioni si deve passare direttamente ai Comuni , senza passare dalle Province che sono assolutamente inutili , con sprechi di denaro(montagne di denaro).

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