Evasione fiscale di 19 milioni in due anni. Nei guai un’impresa di Rovato

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(a.c.) Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti. Questo uno degli spot-tormentone del Governo per far capire agli italiani che pagare le tasse non è un optional, e spiegare che i soldi versati ritornano ai cittadini in servizi. Di certo con i 19 milioni non versati dalla Cogedil di Rovato all’erario, di servizi ne sarebbero stati erogati molti.

Dietro all’incredibile cifra di evasione scoperta dalla Guardia di Finanza di Chiari, guidata dal capitano Andrea Lonfaloni e dal luogotenente Antonio Rimano, ci stanno solo un paio di anni di mancato versamento contributivo per il lavoro di circa 350 cottimisti assunti senza alcun tipo di contratto. Non solo: l’impresa, guidata da un meridionale, P.C. 74enne di Napoli, un sardo, S.M., 52enne di Sassari, e da un 32enne di Calcinate, O.G., non avrebbe mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, né avrebbe mai versato un euro di iva. Ma non è finita: Bresciaoggi in edicola stamane racconta che uno dei tre soci della ditta che lavorava spesso nei cantieri di costruzione di case popolari ed edilizia commerciale, avrebbe inscenato il furto della propria auto a bordo della quale ci sarebbero stati i libri contabili. Furto, ovviamente, falso.  

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