San Polo e Buffalora, un groviera di problemi ambientali. Ecco la mappa delle nocività

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di Elisabetta Bentivoglio – Le tante fonti di nocività presenti nella zona sud-est della città preoccupano non poco i suoi residenti. Non solo coloro che, appoggiando le battaglie ambientaliste di Codisa o Comitato spontaneo contro le Nocività, ci hanno messo la faccia (e il portafogli) per proteggere il proprio territorio da ulteriori fonti inquinanti, ma anche chi, in silenzio, vive ogni giorno tra l’odore di bitume, i campi inquinati da cesio 137 e i fumi in uscita dai camini delle aziende siderurgiche del territorio. Una situazione alla quale da un decennio i Comitati ambientalisti della zona cercano di dare visibilità, <ma che potrà essere risolta solo con l’impegno e la volontà di chi amministra la città>, fa sapere il portavoce del Codisa Gabriele Avalli. Per fare il punto della situazione e mettere in luce tutte le criticità ambientali che gravano sui quartieri di San Polo, Sanpolino, Bettole e Buffalora, il Codisa ha realizzato una piantina delle nocività (vedi foto allegata) nella quale ha evidenziato tutte le emergenze del territorio e relative soluzioni:

– Nel quartiere di S.Polo, in pieno centro abitato opera da cinquant’anni l’Alfa Acciai, azienda dalle imponenti dimensioni e capacità produttive. E’attiva nel settore siderurgico e la sua produzione è basata sulla tecnologia di rifusione del rottame ferroso nel forno elettrico, utilizzato per la fabbricazione di “billette” mediante colata continua e di lingotti con colata in sorgente. Il Codisa ha chiesto all’azienda (e comunicato pubblicamente in un assemblea di febbraio 2011) di abbassare il limite di emissione di diossine e furani dei camini E1bis ed E2 da 0,5 a 0,1 ng I-TEQ/Nm3 come prime misure per la tutela della salute dei cittadini;
– In via Dei Santi, tra i quartieri di Bettole e Buffalora , è attiva l’azienda Ecoservizi specializzata nel trattamento ed inertizzazione dei rifiuti speciali pericolosi e non, la cui capacità produttiva è di circa 250.000 tonnellate annue;
– Nella zona sud del comune di Rezzato, in località Castella, a circa 1.200 metri dal quartiere di Buffalora , in corrispondenza dell’ATE 25, sono presenti tre discariche di rifiuti inerti, di proprietà rispettivamente della Nuova Beton con una capacità di 590.066 metri cubi, della P.G.S Asfalti con capacità di 195.768 m3 e della Bres.Pa. con una capacità di 92.941 m3.
– Sempre all’interno dell’ATE 25 è stata autorizzata una quarta discarica di rifiuti inerti
con una capacità di 530.000 metri cubi di proprietà Rezzola;
– La Bonomi Metalli stocca scorie metalliche nel suo piazzale creando notevoli
disagi agli abitanti vicini;
– Nella mappa dello Studio Geologico del Comune di Brescia nell’area Sud Est di detto comune e nei comuni confinanti di Rezzato e Castenedolo sono censite 80 cave dismesse frutto di decenni di coltivazioni ininterrotte che hanno modificato il territorio in modo irreversibile;
– I quartieri di San Polo, Bettole e Buffalora sono sottoposti ad un costante e rilevante inquinamento acustico ed atmosferico dovuto al traffico indotto dalle grandi arterie di comunicazione ( autostrada A4 e tangenziale Sud) che li attraversano. Secondo l’AISCAT (Associazione italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori)  i dati relativi al traffico giornaliero medio sulla Milano Brescia per i primi due trimestri del 2000 erano pari rispettivamente a 88.251 e 98.328 veicoli. Per quanto riguarda la tangenziale Sud, la Provincia di Brescia nel “Piano del traffico della viabilità extra urbana” ha riportato “un traffico giornaliero complessivo pari a circa 98.000 veicoli equivalenti/giorno”. Gran parte dei veicoli transitanti, a causa dell’elevatissima industrializzazione, sono veicoli pesanti;
– Nelle località di S.Polo, Bettole e Buffalora sono presenti altre discariche rilevabili dalla mappa dello Studio Geologico del Comune di Brescia e dal sito internet della Provincia di Brescia (cartografia Gis): due discariche di R.S.U. di via Chiappa, discarica di scorie di fonderia interrate sul perimetro dell’acciaieria Alfa Acciai, discarica di rifiuti non classificabili di via Brocchi, discarica di inerti di via Brocchi, discarica di rifiuti non classificabili di via Musia, discarica di rifiuti inerti vicino alle vie Serenissima/Chiappa e infine una discarica di rifiuti tossico nocivi Ve.Part che presenta seri rischi di inquinamento del territorio circostante a causa del percolato che continua a riempire la discarica fino al colmo. Il titolare ad oggi non ha ancora risolto questo gravissimo problema. Sono anche state trovate tracce di cesio 137 nel percolato;
– Deposito GPL Pialorsi;
– In una ex cava di sabbia e ghiaia oggi di proprietà Faustini, vi è un area interessata da inquinamento radioattivo da Cesio 137, probabilmente dovuto al deposito di materiali ferrosi contaminati. A tutt’oggi non è stata effettuata alcuna bonifica dei suoli. Ultimamente queste scorie e le vicende di questa discarica sono al centro di un caso giornalistico sul rischio contaminazione, ma è notizia di qualche giorno fa la negatività delle prime analisi sul pozzo di Buffalora effettuate dal Politecnico di Milano per conto di A2A;
– A circa 500 metri da Buffalora la discarica Gardauno e i suoi 1.890.000 metri cubi di rifiuti provocano odori insopportabili per la popolazione residente;
– Esistono due bitumifici, di proprietà di Gaburri e Faustini che provocano gravi disagi ai residenti nel periodo estivo per gli odori insopportabili sprigionati nell’aria. Il Codisa ha già presentato due esposti con circa 650 firme totali raccolte, ma ad oggi il problema persiste.

Queste le criticità già presenti nella zona a sud-est della città, ma altre aspettano solo di essere autorizzate, in particolare sono previste:

– una discarica inerti Gaburri/Italgros nell’ oasi della ex cava Pasotti, a seguito del parere favorevole del Consiglio Comunale alla linea di indirizzo proposta dall’ attuale Giunta Comunale del 2009;
– un polo logistico Italgros a seguito del parere favorevole del Consiglio Comunale alla linea di indirizzo proposta dall’ attuale Giunta Comunale del 2009;
– una discarica d’amianto di proprietà della Profacta sulla quale Codisa e Comitato spontaneo contro le nocività hanno avviato un’azione legale che ad oggi ha dato il via libera al proseguimento dei lavori di discarica;
– nella zona Sud-Est del Comune di Brescia, identificabile con i quartieri di S.Polo e Bettole/Buffalora e nei comuni di Rezzato e Castenedolo, nelle porzioni di territorio poste sul confine con il Comune di Brescia, sono attivi 6 Ambiti Territoriali estrattivi (ATE 19, 20, 21, 23, 24, 25) di elevatissima superficie occupata e capacità estrattiva. Dal Piano Provinciale delle Cave, Allegato 4/3 “Tabelle relative a: ATE / Giacimenti – Cave di recupero” si ricava una superficie complessiva pari a 4.056.016 metri quadrati  che corrisponde al 21,7% dell’intero ambito territoriale estrattivo della Provincia di Brescia. Il volume complessivo stimato è pari a 33.000.000 metri cubi.

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UN COMMENTO

  1. ma se non riesce nemmeno a decidere per le targhe alterne?…è davvero ridicolo che di fornte a tutto questo sindaco e assessori non facciano nulla. Ma loro non respirano la nostra stessa aria? boh…

  2. Sono sconcertata a dir poco. Sono nata e cresciuta a San Polo e da anni ci facciamo domande su cosa respiriamo. Il problema è molto più grave di quanto si pensi: tra gli abitanti del quartiere sono particolarmente diffuse malattie quali tumori, leucemie, sterilità, malattie genetiche di vario genere e temo che non si tratti di un caso. Anni fa mi sono recata all’inceneritore dove un signore mi ha spiegato che ciò che si libera nel cielo (quei fumi neri che vediamo dalle nostre stanze) è aria pulita e depurata…Robe da matti! Quanto al blocco del traffico la trovo un’offesa ai cittadini, dopo una settimana di lavoro dovrei stare a casa la domenica quando nell’aria si libera questo schifo?ma che scherziamo?scusate ma sono davvero interessata a questo tema e ringrazio la redazione per essersene occupata.

  3. ….e la Consulta per l\’Ambiente del Comune di Brescia dov\’è? Che forme di mobilitazione contro tutto ciò ha messo in piedi? Non è che sia solo uno dei tanti inutili organi burocratici messi lì giusto per dare un "contentino" agli ecologisti della domenica a piedi e le altre giorni avvolti nella nube tossica?

  4. E intanto lunedi, alla faccia di CODISA, Consulta per l’Ambiente, Comitati vari e cittadini comuni, il Consiglio Comunale approverà il nuovo bitumificio Gaburri.
    E tutti coloro che qui, su questo blog, si lamentano di chi non fa nulla contro questo scempio che cosa fanno e cosa sono disposti personalmente a fare per impedirlo?

  5. Alla commissione di ieri l’assessora competente Paola Vilardi era assente, per un impegno romano: non voleva metterci la faccia! Il Consiglio Comunale nel 2009, quasi al completo aveva autorizzato lo spostamento del bitumificio Gaburri e il polo logistico Italmark, ma non erano ancora stati ufficializzati i risultati ASL e ARPA sull’aumento dei tumori e dei problemi repiratori in zona. Ora di fronte a questi dati i consiglieri della Lega e del PDL hanno il coraggio di dire che non si conoscono le cause dell’aumento delle malattie e quindi non possono non approvare il progetto che porterà ulteriore peggioramento nella zona, anche solo per il transito di un maggior numero di camion. Perseverare è diabolico o interessato!

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