Suggestione indiane in fotografia, presso lo Spazio Contemporanea

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L’India corre velocemente con tutte le sue vistose contraddizioni e in questa mostra voglio di-mostrarne alcune: viste da tre diversi fotografi indiani per fama, età e stile.                                       

Primo fra tutti il grande Raghu Raj, che ho avuto l’onore di esporre in una grande antologica 12 anni fa presso palazzo Bonoris a Brescia: il cantore poetico e appassionato del suo paese, con una stringata selezione di immagini a colori di grande formato: Raghu è unanimamente considerato il più importante fotografo indiano di tutti i tempi e gode di una fama immensa anche in patria, membro della Magnum, l’agenzia fondata da Capa e Cartier Bresson.

Il secondo è il più giovane Prabuddha Das Gupta, che chi ci segue ha potuto conoscere durante la varie edizioni della biennale, un fotografo moderno che pur nel rispetto della cultura indiana, suo malgrado si trova in una posizione trasgressiva. Famosi i suoi nudi, male accettati in patria, alcuni dei quali in mostra, assieme agli splendidi paesaggi del Ladakh, il piccolo Tibet.
Il terzo autore, Ned Ymak è il meno conosciuto, un pò una mia scoperta di qualche anno fa, mi ha aiutato molto a Benares ad avvicinarmi ai siti delle cremazioni vietati agli stranieri, in cambio gli avevo donato un pò di rullini in b/n. L’avevo perso di vista, ma l’uso di internet (molto diffuso da parte degli indiani giovani) mi ha fatto ritrovare. Ned (il nome completo è un poco complicato: Nejhgd  Jymadkam) guarda alla tradizione delle "cose indiane" ma con occhio moderno e con l’uso di un grandangolo per la sua vecchia Nikon: il ricordo corre sempre a quando gli prestai il mio 20mm e la F3 con motore: impazzì di gioia.
La sua India è vera, quella contadina, quella dei villaggi, ma anche Calcutta e il Gange ripresa con ammirato rispetto sacrale, come è ancora gran parte della cultura di questo continente, nonostante i computers e il grande sviluppo degli ultimi anni, che però riguarda solo una parte della popolazione.
Una mostra che non vuol dimostrare niente se non il piacere di lasciarsi guardare.
Ken Damy

sabato 4 febbraio 2012 alle ore 18.00
inaugurazione della mostra:
India 1880-2010
prabuddha das gupta – raghu rai – ned ymak
tre generazioni di fotografi indiani, tre differenti visioni di un continente tra tradizioni e modernità con alcune foto storiche tra cui gli splendidi ritratti dipinti a mano in grande formato di photoservice delhi degli anni 20

In occasione del vernissage:
duo di improvvisazione elettroacustica
C Saija & A Pe
laptop music, paesaggi e oggetti sonori

Spazio Contemporanea
corsetto Sant’Agata 22 – piano interrato
25122 Brescia
in collaborazione con il Museo Ken Damy

fino al 31 marzo 2012
dal giovedì al sabato dalle ore 15,30 alle 19,30
info@museokendamy.it

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