Brebemi contro Legambiente: bugie e strumentalizzazioni per gettare discredito su di noi

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Legambiente getta discredito e danneggia l’immagine di Brebemi. A dirlo è una nota ufficiale della società incaricata il raccordo autostradale Brescia-Bergamo-Milano che, tramite l’avvocato Antonio Comes, risponde alle accuse lanciate lo scorso 27 gennaio da Legambiente sulla reale sostenibilità dell’opera ( "Brebemi, il closing finanziario slitta a Maggio. Legambiente torna all’attacco: Opera insostenibile”).

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA

Le affermazioni rese dal Sig. Balotta di Legambiente rappresentano l’ennesimo tentativo di arrecare discredito e danno all’immagine della Società di Progetto Brebemi S.p.A., costringendoci all’ennesima replica su argomenti chiariti in più di un’occasione.

L’invettiva e la campagna diffamatoria, da tempo avviata nei confronti del nostro progetto, appare oltremodo immotivata laddove si considerino le pronunce del Giudice amministrativo (cfr. sentenze TAR Lombardia n. 2481 del 19/10/2011 e n. 2822 del 22/11/2011), con le quali sono state rigettate le doglianze proposte da Legambiente nei confronti del CIPE, della Regione Lombardia, delle Province interessate, della Concedente CAL S.p.A. e della Concessionaria Brebemi S.p.A. Sarebbe senza dubbio opportuno prenderne finalmente atto, anche in considerazione degli ingenti costi legali sostenuti, pari a circa 400.000 euro, che avrebbero potuto essere destinati a interventi di mitigazione e compensazione ambientale.

Desta stupore, poi, che esponenti di Legambiente, soccombenti in sede di contenzioso e conseguentemente nella impossibilità di muovere contestazioni sotto il profilo ambientale, tentino di minare la nostra solidità economico-finanziaria e la qualità di un progetto considerato all’avanguardia, attraverso il ricorso ad argomentazioni non solo prive di fondamento formale e sostanziale, ma addirittura del tutto estranee allo scopo dell’associazione ambientalista in quanto attinenti profili finanziari che, evidentemente, richiedono diversa e specifica competenza.

Meramente demagogico e speculativo, altresì, è il riferimento alle vicende processuali che hanno coinvolto la ditta Locatelli, una delle oltre settecento imprese coinvolte nella realizzazione dell’Opera. Sin dalle prime fasi del relativo procedimento penale, Brebemi S.p.A. è stata infatti indicata come “parte lesa”, non a caso il Tribunale del Riesame di Brescia ha accolto, già in data 23 dicembre 2011, la nostra richiesta di dissequestro delle aree non interessate dal conferimento del materiale fornito dalla ditta sopramenzionata. Sono inoltre appena iniziate le operazioni peritali da espletare nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal GIP, a cui Brebemi partecipa nella qualità di “persona offesa”.

Nel fare inoltre riferimento al sacrificio di molti ettari di terreno agricolo pregiato della pianura padana, il Sig. Balotta omette ogni informazione circa le prescrizioni progettuali impartite dal Ministero dell’Ambiente, tese a incentivare e certamente non a pregiudicare la valorizzazione, anche economica, delle aree agricole limitrofe al tracciato autostradale. A ciò si aggiunga l’ingente impegno finanziario per le opere di mitigazione e compensazione ambientale sottoindicate.

La scarsa accuratezza delle informazioni in possesso del Sig. Balotta è poi dimostrata dalle stime di traffico veicolare dallo stesso indicate. Le stime progettuali, elaborate sui dati rilevati e verificati in diverse fasi da tre dei più importanti Studi di analisi di traffico a livello Europeo, prevedono infatti un flusso di ben 32.000 veicoli al giorno alla data di entrata in esercizio del collegamento autostradale, fino a 60.000 alla data di scadenza della concessione. Dato numerico che, ovviamente, non può essere sommato a quello oggi rilevato sul tratto autostradale della A4 e che, al contempo, smentisce quanto affermato circa l’assenza di “un ritorno economico”.

Il Sig. Balotta, inoltre, persevera nel fare strumentalmente riferimento a una infondata insostenibilità economico-finanziaria dell’Opera, sebbene allo stesso sia ben noto che le risorse sono state messe a disposizione dai nostri azionisti, nonché da istituti bancari attraverso finanziamenti a condizioni di mercato. In merito alla questione dei costi e del fabbisogno finanziario è inoltre evidente che confonde concetti profondamente diversi. L’importo di Euro 2,4 miliardi non corrisponde al costo per la realizzazione dell’autostrada, rappresentando bensì il fabbisogno finanziario del progetto che include da un lato l’IVA (che “costo” non è), dall’altro gli oneri finanziari sostenuti durante la fase di realizzazione dell’Opera. Il costo dell’Opera è di gran lunga inferiore a quello citato, essendo invero pari ad Euro 1,611 mld così come previsto dalla delibera CIPE n. 42/2009 di approvazione del progetto definitivo. Anche il dato relativo al costo per chilometro riportato (Euro 38 milioni) è quantomeno fantasioso. Basti al proposito rammentare, fermo restando quanto sopra rappresentato, che il progetto comprende ben 120 milioni di euro per la realizzazione di opere di mitigazione ambientale, nonché la realizzazione e il rifacimento, a titolo di compensazione in favore degli Enti locali interessati dall’Opera, di oltre 30 chilometri di viabilità ordinaria che si sommano ai 62 chilometri di tracciato autostradale, talché il costo chilometrico è perfettamente in linea con i valori medi europei.

Analogamente del tutto infondate sono le connesse asserzioni secondo cui saremmo in attesa di ricevere un finanziamento pubblico erogato da Cassa Depositi e Prestiti. Sul punto ribadiamo ancora una volta, auspicando sia l’ultima, che l’ingresso di CDP nel finanziamento dell’Opera avverrà a condizioni di mercato e, conseguentemente, non potrà avere natura di contributo pubblico. Per il suo impegno finanziario, infatti, CDP riceverà una remunerazione in termini di interessi commisurata ai tassi di mercato. Non può inoltre sottacersi, a dimostrazione della bontà e solidità del nostro progetto, che nonostante l’attuale crisi economica non è mai mancato il necessario supporto di primari istituti di credito.

Invitiamo pertanto il Sig. Balotta a prendere finalmente atto tanto della qualità ambientale del nostro progetto, dimostrata innanzi al Giudice amministrativo, quanto della totale assenza di contributi pubblici nell’ambito del finanziamento Brebemi. Le informazioni rinvenibili nel nostro sito internet e nel bilancio d’esercizio, consentiranno agli amici di Legambiente di accertare con precisione la provenienza e la natura dei fondi che hanno assicurato fino ad oggi la realizzazione del 30% dell’autostrada e il sostenimento di investimenti per oltre 500 milioni di euro.

Non riteniamo, inoltre, che spetti a Legambiente suggerire alle banche come impegnare le proprie risorse, soprattutto laddove si consideri che la nuova autostrada, capace di dare impulso alle attività di impresa e migliorare la qualità di vita dei numerosissimi utenti delle attuali infrastrutture (riducendo i loro tempi di spostamento tra Brescia e Milano), è fortemente voluta da un territorio certamente non rappresentato dal Sig. Balotta.

Vengono infine strumentalizzate le dichiarazioni del nostro Presidente, Dott. Francesco Bettoni, sebbene le stesse aderiscano pienamente alla realtà degli accordi a oggi raggiunti. Sarebbe sufficiente che Legambiente approfondisse la differenza tra un accordo “preliminare”, effettivamente intervenuto il 25 luglio 2011, e il vero e proprio contratto di finanziamento, la cui data di sottoscrizione è meramente slittata di qualche mese a seguito della straordinaria crisi dei mercati finanziari che ha reso necessaria la rinegoziazione di alcune clausole.

Legambiente, quindi, lamenta che “non c’è una cultura in Italia del project financing” e, pervasa dalla paura dell’ignoto, dimostra di volere contrastare, con dichiarazioni non veritiere, una delle prime grandi opere pubbliche italiane realizzate attraverso il ricorso alla finanza di progetto.

Tutto ciò premesso, ci vedremo costretti ad agire nelle opportune forme e sedi qualora, nonostante le nostre ormai numerose precisazioni e diffide, Legambiente intendesse perseverare nella diffusione di informazioni evidentemente lesive della immagine della Società di Progetto Brebemi S.p.A.

Distinti saluti.

Avv. Antonio Comes

Responsabile Servizio Legale

Società di Progetto Brebemi S.p.A.      

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