Crisi, Confagricoltura dichiara lo stato di mobilitazione permanente

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Una perdita di competitività sempre più evidente e marcata: è questa la vera urgenza delle imprese agricole della Lombardia, testimoniata in maniera quasi drammatica dall’analisi dei dati consuntivi del 2011.

Anche i comparti che nel corso dell’anno appena concluso hanno visto salire le quotazioni dei loro prodotti mostrano ragioni di scambio in continua contrazione, per effetto dei costi di produzione ormai fuori controllo e di costi amministrativi che – nonostante le dichiarazioni della Pubblica Amministrazione – rimangono eccessivamente elevati, anche a causa di una semplificazione burocratica avviata in maniera ancora non sufficiente.

 

Caro carburante, caro concimi, caro sementi sono accompagnati da una stretta creditizia senza precedenti, con un sistema bancario che continua a non mutare il proprio atteggiamento di sfiducia verso le imprese.

 

A questa situazione già difficile da sostenere, vanno poi ad aggiungersi, in proiezione futura, le preoccupazioni per la nuova PAC, le cui proposte normative sono fortemente penalizzanti per l’agricoltura lombarda, e per l’introduzione dell’IMU sui fabbricati rurali, che comporterà, se non radicalmente modificata, un pesante aggravio della tassazione a carico delle aziende agricole.

 

Questo nuovo regime fiscale, nel caso delle realtà più fragili, porterà inesorabilmente alla cessazione dell’attività, accentuando un fenomeno già chiaramente conclamato dai dati dell’ultimo censimento.

 

Per tutti questi motivi, il Consiglio Direttivo di Confagricoltura Lombardia ha deciso lo stato di mobilitazione, che andrà anche a concretizzarsi in una prossima Assemblea di tutti i Dirigenti delle Unioni Provinciali Agricoltori lombarde, la cui data verrà fissata a giorni.

 

Non una semplice iniziativa di protesta finalizzata ad una difesa corporativa, ma un momento di analisi e di proposizione per garantire un futuro all’agricoltura lombarda e dell’intero Paese.

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