“Maccaboni, il quarto figlio del cavalier Francesco Lonati”

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Gian Nicola Maccaboni, recentemente scomparso, ha lasciato un grande vuoto in coloro che lo conoscevano. Pubblichiamo il ricordo di Ettore Lonati, presidente dell’azienda in cui Maccaboni aveva cominciato a lavorare nel lontano 1962. “Il rapporto con la famiglia Lonati”, dice Ettore, “è stato profondo e di stima reciproca, al punto che si può arrivare a dire che fosse considerato il quarto figlio del Cavalier Francesco”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE

Gian Nicola Maccaboni nasce a Rezzato il 4 giugno 1947. Inizia a lavorare alla Lonati nel 1962 – all’età di quindici anni, appena terminate le scuole medie – e viene assunto nel reparto attrezzeria con la mansione di operatore su macchine utensili. Sono questi i primi passi che muove alla Lonati, società destinata a diventare leader mondiale nella produzione per macchine per calze a seguito di una costante crescita alla quale lui stesso darà, nel corso degli anni, un costante contributo grazie alle sue doti, intuizioni e capacità che lo accompagneranno per tutta la sua brillante carriera facendolo arrivare ad occupare uno dei ruoli più rilevanti all’interno dell’azienda.

Sin dai primi anni dimostra il suo attaccamento al lavoro che affronta quotidianamente con dedizione ed impegno guadagnandosi la stima e la fiducia dei collaboratori e soprattutto del Cavalier Francesco Lonati, fondatore della Lonati, che con la lungimiranza che lo contraddistingueva, intravede in lui fin da subito una persona capace, affidabile con un potenziale da “coltivare”.

Dopo i primi anni – durante i quali impara il mestiere e approfondisce le sue conoscenze nella progettazione delle macchine tessili – nel 1967 parte per il servizio militare e c’è ancora chi racconta che nei momenti di libera uscita, essendo di stanza a Ghedi, lo si vedeva entrare in divisa in azienda dove veniva a trovare i colleghi per vedere come andavano le cose. Nel 1968, rientrato dal servizio militare, riprende il suo posto come progettista di “attrezzature macchine utensili” all’interno dell’ufficio tecnico e nello stesso periodo, grazie alla sua consueta intraprendenza e forza di volontà, decide di iscriversi alla scuola serale dell’Itis Castelli di Brescia per ottenere il titolo di studio che non aveva potuto conseguire in passato.

Con il crescente sviluppo della Lonati si trova ad occupare ruoli che lui stesso contribuisce a creare, così nel 1970 nasce il nuovo Ufficio programmazione attrezzature macchine utensili e lui ne diventa il responsabile. I Settanta sono gli anni che lo vedono consolidare la sua attività di progettista e nel 1977 viene nominato anche responsabile dell’ufficio Tecnico macchine tessili pur continuando a mantenere la guida del reparto Macchine utensili, comparto in cui nel 1976 entrano in Lonati le prime macchine a controllo numerico. Qui contribuirà anche alla formazione degli addetti alla programmazione.

La sua conoscenza delle macchine per la produzione di calze non ha limiti, segue la progettazione di tutti i nuovi modelli nelle diverse linee, mono cilindro, doppio cilindro e macchine da donna. Non esistono segreti in questo campo per lui e la “ricerca e sviluppo” è ormai un terreno che ha studiato, setacciato e fatto fruttare il più possibile senza mai arretrare di fronte alle sconfitte o alle delusioni contribuendo così al continuo successo aziendale e di conseguenza personale.

Nel 1993 viene nominato dirigente e la sua ormai incontrastata professionalità è conosciuta non solo all’interno della Lonati, ma nell’intero campo meccanotessile tant’è che il 30/04/1999 gli viene assegnata la Stella al merito del lavoro, decorazione conferita dal Presidente della Repubblica a cittadini italiani, lavoratori dipendenti, distintisi per singolari meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale che comporta il titolo di “Maestro del Lavoro”.

Nel 2002 viene nominato Direttore di Stabilimento raggiungendo l’apice della sua carriera piena di soddisfazioni professionali e non solo. Anche dal punto di vista personale infatti ha saputo raccogliere il meglio: il rapporto con la famiglia Lonati è stato profondo e di stima reciproca, alla base di tutto il suo operato grazie alla fiducia riposta in lui, al punto che si può arrivare a dire che fosse considerato il quarto figlio del Cav. Francesco Lonati, così come il rapporto con i figli era da considerarsi fraterno. Alla Lonati lascia un’eredità forte, un esempio di dedizione e abnegazione per chi l’ha conosciuto e per chi, inevitabilmente, sentirà parlare di lui.

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