Lo zerbino, questo sconosciuto (a voi)

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di Lucia Marchesi – Parliamo di zerbini. Veri protagonisti delle recenti nevicate. Ci sono ovunque: all’ingresso di ogni negozio, ufficio, condominio o appartamento. Ovunque. Eppure sembra siano pochi a sapere a cosa servono.

Lo zerbino. Questo sconosciuto.

Solo pochi giorni fa, Brescia era addobbata da una bella coltre bianca. Nessun disagio, strade subito pulite, i marciapiedi, tanto per cambiare, hanno dovuto aspettare un po’ di più, ma tutto sommato è andato tutto liscio.

Neve. Uguale scarpe pesanti, con suole adatte a non scivolare. Tranne alcune eccezioni: il giorno della prima nevicata ho incontrato una ragazza che se ne andava in giro con le ballerine senza calze. Dietro di lei, marciava una signora con i doposci. Si sa, noi bresciani non abbiamo mezze misure.

Qual è una delle grandi conseguenze della neve? Che, se ci cammini dentro, ti bagni. E che quando entri in casa lasci in giro quelle tremende impronte di poltiglia nera e bagnaticcia, che è pure scivolosa.

Udite, udite. Lo zerbino all’ingresso serve proprio ad evitare le peste sopra citate. Spiace dirlo, ma se si vuole lasciare il segno del proprio passaggio su questa terra, è meglio trovare un altro sistema.

Premesso che uno in casa propria fa quello che vuole, come lasciare impronte tanto dettagliate da riuscire a leggerci la marca della calzatura, credo che il discorso non possa essere considerato valido nei luoghi pubblici.

Cosa sono diventati bar, negozi e locali di Brescia durante il periodo nevoso? Bastava passare davanti all’ingresso di un negozio per vedere i deliziosi sentierini di impronte fangose, che dall’ingresso serpeggiavano all’interno del negozio. E lo zerbino lì, davanti alla porta, lindo e pinto. Nessuno che lo prendesse in considerazione. Poverino.

Insomma, cos’è questa novità? Siamo diventati tutti vip? Convinti che dietro di noi ci sia sempre qualcuno che pulisce e mette in ordine dove noi siamo passati come moderni Attila?

Signori, non è così. Non ve ne importa niente di sporcare un pavimento? Notizia dell’ultima ora: il pavimento non si pulisce da solo, ci sono altre persone che lo devono fare.

L’abbiamo già detto: questo di sporcare e fregarsene di chi poi deve pulire è diventato purtroppo un vizio troppo diffuso in questa città, sarebbe ora di un cambio di atteggiamento.

Ah! Signore che provate i vestiti nei negozi e poi li lasciate lì con disgustose macchie di rossetto o di fondotinta, vale anche per voi.

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  1. Certo che ne dici di banalità. l’hai già fatta quella delle cartelle che impediscono il passaggio sull’autobus alle vecchie signore? se no vale come consiglio per la prossima fatica!

  2. strano che far notare che la gente maleducata che non si pulisce le scarpe infangate prima di entrare da qualche parte sia banale, ma siano così in tanti a non arrivarci… forse non è poi così banale. se i comportamenti segnalati in questa rubrica che tanto vi irrita (e chi ve lo fa fare di leggerla) sono così banali, le persone non dovrebbero averli, eppure…

  3. … che durante le nevicate secondo me gli zerbini non erano per nulla "lindi e pinti"? E se si legge una cosa che si considera banale, si può dire? O si deve sapere che è banale già prima, quindi senza averla letta? Ci spiega come si fa?

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