Il Comitato contro la centrale biomasse: il nostro no non ha colore politico

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“Il nostro no alla centrale biomasse di Rodengo Saiano è un no senza colore politico e associativo; è un no ad un fatto specifico, che riteniamo negativo per la nostra salute e per l’economia della zona”. A dirlo, con una nota, è il “Comitato Spontaneo No Centrale Biomasse”.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

Non abbiamo contrarietà nei confronti di questa o quella forza politica e nemmeno di questa o quella istituzione. Siamo solo contrari alla centrale a biomasse.

Siamo disponibili al dialogo con tutti sulla base dei dati e su fatti concreti, non su dichiarazioni di intento, che l’esperienza dimostra essere impossibili da realizzare.

La precisazione si rende necessaria perché nei giorni scorsi abbiamo ospitato, in assemblee affollate, esperti di vario genere, compresi quelli di alcune associazioni, ma non ci identifichiamo con nessuno: non siamo ambientalisti, animalisti e, in generale, “……isti”. Siamo solo contro la centrale a biomasse, che riteniamo inutile, dannosa e antieconomica.

Nel sito web dell’azienda che intende realizzare la centrale si afferma che è un impianto che utilizza legno per produrre energia rinnovabile e che raccoglierà il verde delle isole ecologiche (erba, sfalci, rami, potature) e della manutenzione dei parchi e giardini. L’erba e le foglie verranno trasformate in compost, utilizzato in agricoltura; il legno produrrà energia rinnovabile. Non solo. Si dice che non sarà utilizzato legno trattato o non proveniente dal nostro territorio. Inoltre si afferma che l’impianto sostituisce l’uso delle inquinanti centrali a petrolio evitando ogni anno l’emissione di 5000 ton di CO2 e la combustione di 1500 tonnellate di petrolio.

L’azienda sostiene, inoltre, che gli impianti a biomassa vergine del Nord Europa, o dell’Alto Adige, identici a quello di Rodengo Saiano per materiali in ingresso e per tecnologie utilizzate, costituiscono un vanto dei movimenti ambientalisti locali.

A queste considerazioni opponiamo i fatti. In Trentino Alto Adige importano cippato dall’estero. La combustione di biomasse non sostituisce quella da petrolio o da carbone. E’ dimostrato da varie esperienze che le centrali, se non usano rifiuti e legno non vergine, non riescono ad essere economiche. L’impianto è studiato per essere trasformato in tre step: ora brucia solo biomasse, poi potra’ bruciare biomasse e gusci (di solito di noci di cocco provenienti dalla Thailandia) e poi tutti i rifiuti. Lo dice l’azienda Turboden di Brescia, che produce parte dell’impianto.

Perché la Paradello non viene in assemblea pubblica a spiegare le sue ragioni, dati alla mano? Il dialogo è il modo migliore per confrontarsi su dati tecnici ed esperienze.

 

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UN COMMENTO

  1. Ma l’impianto per cosa è autorizzato? Per biomasse legnose? E allora andranno solo quelle. I rifiuti penso proprio di no: al netto delle differenze tecniche il Piano provinciale rifiuti prevede un unico TU d’area, quello di Brescia. Il problema è che gli ambientalisti predicano bene, ma non a casa loro.

  2. Scusa, cosa c’entrano i politici? Io di politica non so (e non voglio sapere) nulla. Parlo solo degli aspetti tecnici. L’ufficio tecnico preposto della Provincia è fatto da politici? L’Arpa (sottodimensionata, con gente che si fa il mazzo) è fatta da politici? Il problema è che (per carità legittimamente) qualcuno non vuole mai nulla. E se aspettavamo quel qualcuno, avevamo ancora le ruote quadrate.

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