Nicoli Cristiani resta in cella, quarto no ai domiciliari. E spunta un tesoretto da 700mila euro sottratto al partito

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Franco Nicoli Cristiani resta in carcere. E su di lui si abbatte una nuova tegola. L’ex vicepresidente del consiglio regionale dovrà restare in cella, dove è rinchiuso dal 30 novembre scorso: ieri il gip ha respinto per la quarta volta la richiesta di arresti domiciliari. Ma intanto è spuntata una nuova inchiesta che potrebbe rendere più difficile la posizione di Nicoli. La Procura di Brescia starebbe indagando su un presunto tesoretto di circa 700 mila euro accumulato da Franco Nicoli Cristiani tra il 2008 e il 2009. Soldi che sarebbero stati sotratti al Popolo della libertà. Tramite un’associazione ‘’Amici del Pdl’’ l’ex assessore regionale avrebbe raccolto fondi per creare una cassa per le spese elettorali. Soldi che però non sarebbero mai arrivati al partito. Nei giorni scorsi la magistratura ha ascoltato in qualità di parte lesa Viviana Beccalossi e Giuseppe Romele, all’epoca coordinatore e vice del Pdl.

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  1. Ribadisco: ripongo grande fiducia nel lavoro della magistratura e nell’impegno quotidiano, costante, rigoroso e coraggioso delle forze dell’ordine; sono sicuro che alla fine la Verità trionferà. Se scrivo marmellata vengo bannato.

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