Comuni, il Pd bresciano chiede a Monti di fare un passo indietro sulla tesoreria unica nazionale

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Il Partito democratico bresciano e lombardo chiede al governo Monti di rivedere la decisione di accentrare le tesorerie comunali in una tesoreria unica nazionale perché “i comuni hanno infatti bisogno di maggior autonomia e di poter utilizzare le proprie risorse senza aggravare l’iter burocratico, come comporterebbe invece il conferimento alla tesoreria statale che il decreto sviluppo del 24 gennaio scorso rende obbligatorio entro il prossimo 16 aprile 2012”.

“La tesoreria comunale fu introdotta da Prodi nel 1997 e in questi anni ha garantito ai comuni maggior autonomia rispetto alla tesoreria unica – spiega il consigliere regionale del Pd Gian Antonio Girelli -. Veniamo peraltro da pesanti manovre finanziarie che hanno scaricato sugli enti locali pesi insostenibili sia con i tagli ai trasferimenti sia con l’aumento dell’obiettivo del patto di stabilità interno. Soprattutto quest’ultimo ha generato una situazione che ha visto i comuni lombardi accumulare nel 2011 oltre 6 miliardi di euro di residui passivi e ridurre la spesa per investimenti di circa il 20%, con un effetto ulteriormente depressivo sulla situazione economica del paese”.

“Con il ritorno al vecchio sistema di tesoreria unica – continua Girelli – gli enti locali non avranno più disponibilità diretta delle proprie risorse depositate presso il sistema bancario e il ragioniere si limiterà esclusivamente all’esecuzione di pagamenti e riscossioni senza gestire la liquidità dell’Ente. Gli effetti negativi per i comuni vengono stimati in 300 milioni di euro, per non parlare della ricaduta sulle aziende fornitrici in termini di velocità e certezza dei pagamenti. I comuni sono un tassello troppo importante e in questo momento in particolare vanno sostenuti, aiutandoli a fare meglio e rendendogli la vita facile quando realizzano opere necessarie per la sicurezza o lo sviluppo del loro territorio”.

Proprio in questi giorni il Pd sta promuovendo nei comuni una mozione con cui i consigli comunali chiedono al governo di compiere un passo indietro sulla tesoreria unica nazionale e un passo in avanti sul patto di stabilità, che deve essere modificato a partire dall’individuazione delle tipologie di investimenti prioritari, come le spese per la messa in sicurezza delle scuole e per le opere idrogeologiche, che possono essere escluse dalla disciplina del patto di stabilità interno.

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