Marmisti in assemblea, ora si punta al distretto della via del marmo

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La via del marmo è il luogo in cui la ricerca e la sperimentazione possono produrre prototipi spendibili sui mercati del mondo. Da qui la necessità di fare rete, tra aziende, consorzi di settore, istituzioni pubbliche e università, per produrre sul territorio eccellenze architettoniche che siano la carta d’identità dell’arte della filiera del marmo bresciano.

Il Consorzio marmisti bresciani, nell’assemblea associativa tenuta sabato 25 febbraio a villa Fenaroli, lancia l’idea di fare del territorio un laboratorio eccellente e lo fa alla presenza di amministratori pubblici, comunali e provinciali, la “cui vicinanza – come ha detto Sivia Botti, direttrice del consorzio – ha già dato ottimi risultati”. L’idea di “agire nel locale per pensare al globale” l’ha esplicitata l’architetto Andrea Botti, che a proposito del marmo ha parlato di smart material, materiale intelligente, che ben si adatta sia all’edilizia preesistente, che in Europa rappresenta il 90 per cento di un possibile mercato su cui operare in termini di qualificazione, sia all’edilizia sostenibile, che sarà il tema con cui ci si dovrà confrontare nei prossimi anni.

Il mercato mondiale del marmo è in espansione, ma l’Italia è ferma, con lo stesso tonnellaggio del 1995. Da qui l’esigenza, come ha detto Stefano Ghirardi, vicepresidente di Marmomeccanica (Confindustria), di un’identità diversa, che faccia crescere, come ha sottolineato la presidente del Consorzio, Laura Alberti, la “cultura della pietra a livello locale, per poi proiettarsi sui mercati”.

Un’idea, quella lanciata dal consorzio, che evoca ancora una volta la necessità del distretto del marmo e che è stata condivisa dagli assessori provinciali Stefano Dotti e Giorgio Bontempi e dai sindaci della zona.

L’assemblea, che ha anche offerto l’opportunità di premiare il giovane designer Michele Mattei, autore del marchio per il “Distretto diffuso del commercio della via del marmo”, ha approvato il consuntivo di attività del 2011, nel quale particolare importanza è stata data, come ha detto nella sua relazione la direttrice Silvia Botti, alle azioni relative all’ambiente e alla sicurezza, con l’attivazione di un apposito sportello, e a quelle di smaltimento dei materiali della lavorazione lapidea, con la sensibilizzazione dei cementifici per l’utilizzazione del pietrisco. “Un primo importante risultato – ha detto Silvia Botti – è stato conseguito dai comuni di Rezzato e di Mazzano, che nella stipula della convenzione con Italcementi  hanno imposto la riutilizzazione del materiale derivante dalla lavorazione lapidea provenienti sia dai laboratori, sia dalle cave”. Accanto a queste azioni prosegue quella di Monte Fieno, importante esperimento di ripristino ambientale.

Per il 2012, tra le varie attività che confermano e sviluppano quelle già in essere (tra le quali partecipazioni a fiere, eventi culturali, formazione, sviluppo di interventi sui mercati esteri), di importanza fondamentale l’avvio del progetto “reti di imprese”. “La partecipazione al progetto regionale Ergon1 – ha detto Silvia Botti – è sicuramente il primo passo verso la istituzionalizzazione di un distretto, esistente concretamente, ma non ancora formalmente”.

Parola d’ordine, dunque, agire in rete, per fare del distretto del marmo un laboratorio di ricerca e di sperimentazione, capace di produrre esempi di eccellenza architettonica e di utilizzo intelligente del materiale lapideo. Un laboratorio che sia la vetrina bresciana della professionalità delle aziende del settore. Una vetrina locale per il mercato globale.  

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