Trasporto pubblico e gara unica, le perplessità di Legambiente

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Le decisioni che si accingono a prendere Comune e Provincia di Brescia per la gestione unitaria dei trasporti locali suscitano qualche perplessità in Legambiente. Brescia e la sua provincia  spiega in una nota l’associazione ambientalista – sono il territorio con le più basse quote di mobilità ad appannaggio del trasporto pubblico, solo il 25%, contro una media lombarda del 33%, ed è questo uno dei motivi per cui c’è una pessima qualità dell’aria.

Non è adottata una effettiva integrazione tariffaria delle reti e dei servizi di trasporto. L’attivazione della Metropolitana leggera (dal 2013) richiederà lo spostamento di risorse per l’esercizio, cioè di spesa corrente, dagli attuali servizi automobilistici urbani a quelli della metropolitana. L’idea di unire gli Enti regolatori (Provincia e Comune di Brescia) all’interno di un’agenzia della mobilità per il governo delle reti dei trasporti e dell’offerta dei servizi è sicuramente positiva ed è prevista dal progetto di legge regionale di riforma del trasporto pubblico locale. La durata di 9 anni della concessione è eccessiva: così si rischia che il vincitore si sieda sugli allori. Non sono quantificati gli obiettivi sociali ed economici che si vogliono conseguire, quali l’aumento dei passeggeri, i risparmi di risorse pubbliche, la riduzione dei tempi di viaggio, l’aumento del comfort per gli utenti, che si spera non debbano più essere prevalentemente studenti, extracomunitari e pensionati.

Comunque prima di procedere alla gara è indispensabile rivedere l’assetto dei servizi e non riproporre quello attuale. Qualche dubbio lo solleva anche l’idea di mettere in gara unica il bacino urbano e quello extraurbano comprendendo la somma delle percorrenze, 8,8 milioni di km/bus anno urbane, con quelle Extraurbane pari a 20,3 milioni di km/bus per un totale di 29,1 milioni di km/bus. Questa scelta costringerebbe i due operatori storici, Brescia Trasporti per l’area urbana e il Gruppo Arriva per quello extraurbano, a mettersi assieme attraverso una ATI, associazione temporanea d’impresa per partecipare alla gara per l’affidamento del servizio. Se la prospettiva è quella di assicurare attraverso la gara unica per la concessione ai precedenti gestori Brescia trasporti e Arriva si sarebbe in contrasto con i provvedimenti pro-competizione presi dal Governo Monti anche per il settore dei trasporti. L’obiettivo di fare meglio, costare meno alle casse pubbliche, ridurre la congestione sulle strade e migliorare la qualità dell’aria, è raggiungibile solo se si induce una svolta gestionale e maggiore efficienza alle imprese di trasporto, che nel caso bresciano sono una comunale, e l’altra di proprietà statale delle ferrovie tedesche. Insomma, se prima di fare le gare sappiamo già chi sarà il vincitore, vengono meno le prerogative positive della costituzione della nuova agenzia di mobilità bresciana.

 

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