L’affare del senatore Conti e il presunto assegno per la figlia dell’ex ministro Prandini

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    Vi ricordate la compravendita di un immobile a Roma che aveva fruttato al senatore Riccardo Conti una plusvalenza da 18 milioni di euro? Ebbene, secondo quanto riporta un’inchiesta de L’Espresso in edicola oggi e anticipata dal tg de La7 in onda ieri sera, dopo quell’affare Conti avrebbe staccato due assegni: il primo, di circa un milione, all’allora coordinatore del partito Denis Verdini. Il secondo a Giovanna Prandini, presidente di Sintesi (la società del gruppo Brescia Mobilità che gestisce i parcheggi). “Dopo quell’affare strabiliante, il senatore ha anche consegnato 750 mila euro alla figlia del suo padrino politico, il ras democristiano dei lavori pubblici Gianni Prandini. E donato un altro milione a una potente istituzione religiosa bresciana, la terra del suo collegio elettorale” scrive L’Espresso. Prandini, però, ha subito smentito: “Ho rapporti di amicizia con il senatore Conti, ma di certo da lui non ho mai ricevuto soldi o incassato assegni”.  

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    1. Ma mi spiegate cosa c’è di male in una compravendita tra privati (enti e cittadini)? Il farsi-gli-affari-deg li-altri impera. Invidia sociale?

    2. Si vergognino quelli che parlano a sproposito! SE CONOSCESSERO CHE PERSONA È GIOVANNA NON SI PERMETTEREBBERO CERTE AFFERMAZIONI PRIMA DI CAPIRE REALMENTE COSA È ACCADUTO.

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