Piumino o infradito, le bresciane non conoscono le mezze stagioni e il look fa a pugni col buon gusto

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di Lucia Marchesi – Parliamo di look.

Di sicuro conoscete il detto “Non ci sono più le mezze stagioni”. Nulla di più vero. Non solo in senso climatico, ma anche di abbigliamento.

Solo poche settimane fa, le copiose nevicate ci hanno costretto a tirar fuori dagli armadi l’abbigliamento da sci, e oggi sembra già primavera inoltrata. Non solo, ma le previsioni ci avvisano già che le temperature sono destinate a calare ancora.

Questi rapidissimi cambiamenti climatici hanno effetti positivi, perché le belle giornate ci fanno sentire meglio, anche dal punto di vista dell’umore, ma il ritorno del freddo porta con sé i soliti, antipatici, malanni.

Ma c’è un altro piccolo problema da affrontare con il clima pazzerello. L’abbigliamento.

L’ho già detto: noi bresciani non abbiamo mezze misure. Piumini, sciarpe e stivali non sono ancora del tutto scomparsi, ma si sono già materializzati sandali e t-shirt.

Io per prima, venerdì, tornado dal lavoro avevo caldo, perché indossavo il cappotto, ma la sera dopo cena stavo benissimo. Sabato mattina, per andare a passeggiare in Castello, mi sono coperta troppo poco e avevo freddo.

Fortunatamente non sono l’unica a essere un po’ confusa. Però c’è sempre qualcuno che esagera.

L’ultimo venerdì sera di movida ci ha offerto un infinito campionario di look diversi. Piumini e giacche a vento sono diventati più rari, le calze sono sparite e molte ragazze sono comparse con la minigonna,  le gambe nude e una pelle d’oca alta una spanna.

Personalmente, trovo un po’ strano questo fenomeno. In questa stagione indovinare l’abbigliamento è difficile per tutti, ma non mi verrebbe mai in mente di tirare fuori quello da spiaggia.

Un tipo di look che, a mio modestissimo parere, in certi frangenti va sempre e comunque evitato. Visto che il lungomare di Riccione è piuttosto distante dal centro storico della Leonessa, trovo poco consono indossare canottiere con scollatura all’ombelico, shorts inguinali e infradito di gomma per le vie di Brescia, anche in piena estate.

Questo vale quando il fisico consente questo tipo di abbigliamento, ma soprattutto quando non possiamo permettercelo.

Chi, come me, ha un fisico che ricorda vagamente un mappamondo, dovrebbe avere l’accortezza di evitare shorts, minigonne, ma soprattutto i leggings, che stanno bene veramente a pochissime, quasi sempre giovanissime. Da un lato bisogna però lodare le donne che dicono «Non mi importa come mi sta, mi piace, quindi lo metto lo stesso», anche se non tutte sono mosse da una tale disinvoltura: ci sono anche quelle che si vestono in modo improponibile convinte di sembrare dive di Hollywood…

Alle mie concittadine, che sono spesso vittime delle mie acide critiche, auguro però una buona Festa della Donna, anche alle signore che guidano i suv, che pensano che io mi sia dimenticata di loro, ma si sbagliano.

Auguri, Leonesse.

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  1. Ciao Patrick in effetti il ttloio non rispecchia pienamente il contenuto del testo, per come possiamo intenderlo a primo impatto e potrei dirti facilmente che e8 stato fatto a posta, sai meglio di me che il ttloio conta : ) Ma in realte0 non e8 cosec in realte0 ho inteso come fregature non solo quelle cose che ti possono capitare in ostello causa dimenticanza o poca attenzione del personale, ma tutte quelle piccole cose che puoi ricordarti solo tu e che una volta arrivato in ostello ti fanno capire di non essere rimasto fregato .Magari c’e8 chi non e8 mai stato in un ostello e non sa che lec non trovere0 asciugamani ne saponette nel bagno, che spesso i bagni sono in comune e le camere non hanno dei portaoggetti personali. Quindi la fregatura in questo caso e8 intesa come dimenticanze personale che con un po’ di attenzione non rendono il soggiorno un disastro.Grazie comunque del tuo commento ; )

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