Edilizia, dal Pirellone via libera al Piano Casa Tre

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Contenimento del consumo di suolo, recupero delle aree degradate, impulso all’edilizia, razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, valorizzazione dell’edilizia sociale, ottimizzazione dei consumi energetici: questi gli obiettivi del cosiddetto “Piano casa”, approvato oggi dal Consiglio dopo mesi di lavoro della Commissione Territorio presieduta da Giorgio Pozzi.

Il testo, di cui è stato  relatore Ugo Parolo (LN), approvato a maggioranza, con il voto contrario di Pd, Idv , Sel e l’astensione di UdC,  stabilisce una serie di norme straordinarie che intendono rilanciare gli  interventi in campo edilizio e modificare alcune regole di governo del territorio. “La legge -ha detto Parolo- declina le previsioni del Decreto Sviluppo ed è strutturata sul riconoscimento e la valorizzazione del ruolo dei Comuni in tema di pianificazione urbanistica”.
Si prevedono “bonus volumetrici” che si applicano per interventi di recupero edilizio e per interventi finalizzati al miglioramento energeticodegli edifici. A questo proposito, i parametri del miglioramento delle prestazioni energetiche necessario sono stati aumentati attraverso emendamenti proposti dai consiglieri di opposizione e approvati dal relatore e dall’’Assemblea.
Un elemento molto dibattuto è stato quello relativo agli interventi di edilizia residenziale sociale. Per le grandi città è prevista la riconversione anche per gli edifici del terziario esistenti dal 2005 e non utilizzati, che potranno essere trasformati in edifici residenziali. Al proposito, su proposta del Pd, si prevede che almeno il 20% della superficie dell’immobile sia destinata ad edilizia residenziale sociale. 

Anche le aree dismesse, sia pubbliche che private, potranno venir trasformate con una serie di facilitazioni e forme di incentivo.
La legge approvata questa sera, prevede anche la possibilità di modesti ampliamenti (con permesso di costruire presentato entro 31 dicembre 2013) per i fabbricati a destinazione produttiva e ricettiva, entro alcuni limiti stabiliti dai Comuni. Gli edifici alberghieri potranno essere ampliati entro un limite massimo di 200 mq.

Previsti anche  “premi volumetrici” per incentivare la rimozione delle coperture in amianto e l’autorizzazione in deroga, in determinate situazioni, a parcheggi interrati. Il punto delle deroghe per le autorimesse è stato molto contrastato dai gruppo Pd, Idv e Sel, sulla base di considerazioni di natura idrogeologica.
 Molto dibattuto anche il tema dei sottotetti: sono state confermate infine  le norme in vigore della l.r.12/2005 (possibilità di recupero dopo cinque anni)  specificando che le ristrutturazioni possono essere previste “purchè non oltre metri 1,50 dal limite di altezza massima degli edifici posto dallo strumento urbanistico”. 
Al proposito è stato respinto un emendamento del Pd, che intendeva impedire il recupero dei sottotetti per gli edifici realizzati dopo il 31 dicembre 2005.

 

Di particolare interesse per i Comuni, l’adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale cheè stato prorogato al 31 dicembre 2013, mentre ipiani attuativi dovranno  essere approvati e adottati dai Consigli comunali per i Comuni fino a 15 mila abitanti e dalle Giunte per i Comuni con più di 15 mila abitanti. (punto 8).  Questo è stato un altro dei punti critici del dibattito e al proposito è stato respinto un emendamento Pd (proposto da Francesco Prina) che intendeva riportare tale titolarità ai Consigli comunali in qualsiasi caso.
Pur migliorata per quanto riguarda l’obiettivo di aumentare la dotazione di edilizia sociale e l’efficienza energetica, la legge, secondo  Franco Mirabelli (Pd), rimane troppo legata ad interventi che interessano pochi. “Troppe deroghe, troppe norme manifesto e che espropriano i Consigli comunali rispetto alle politiche del territorio”
“Legge inutile e velleitaria – per Stefano Zamponi (IdV) –  che punta illusoriamente  su un settore saturo come quello dell’edilizia, e con alcune norme  a rischio d’essere impugnate dalla Corte costituzionale.”
Enrico Marcora (UdC) ricordando che il provvedimento era molto atteso, ha sottolineato il senso di responsabilità verso il settore e le imprese in difficoltà.
“Ci auguriamo che abbia gli effetti sperati per l’housing sociale”, ha detto Chiara Cremonesi (Sel), “ma temiamo gli effetti negativi delle deroghe sull’urbanistica.”
Per l’ Assessore all’Urbanistica Daniele Belotti (LN), si è cercato di dare incentivo all’economia, anche se rimane la necessità di sostenere il comparto anche con strumenti finanziari. Dal canto suo l’Assessore alla Casa, Domenico Zambetti, ha sottolineato il valore dell’azione intrapresa per l’housing sociale.

 

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