Il sindaco di Erbusco: “Per aprire la caserma dei Carabinieri ci chiedono altri soldi”

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Ecco il testo integrale della lettera inviata dal sindaco di erbusco per fare il punto della situazione sull’inaugurazione della caserma dei carabinieri della discordia.

"Alcune settimane fa abbiamo sollecitato, per l’ennesima volta, l’intervento dello Stato per porre fine all’annosa questione della caserma dei Carabinieri, pronta da anni e mai inaugurata. Abbiamo così ottenuto un incontro con il Provveditorato Regionale alle  Opere Pubbliche per la Lombardia-Liguria nella persona dell’ing. Giuseppe Bergantin. Di seguito riportiamo un resoconto dettagliato di quella seduta.

 

In data 29 febbraio 2012 si è tenuto l’incontro tra  l’ing. Giuseppe Bergantin, funzionario del Provveditorato Regionale alle  Opere Pubbliche per la Lombardia-Liguria e Responsabile Unico del procedimento nell’iter di costruzione della Caserma dei Carabinieri in Erbusco, e il Comune di Erbusco, rappresentato dal Sindaco Isabella Nodari, dal vicesindaco Rosa Milini e assistite dall’arch. Claudia Mabellini, responsabile dell’ufficio tecnico, alla presenza del Capitano dei CC Egidio Lardo e dal Masup Rosario De Luca.
L’ing. Bergantin aveva chiesto l’incontro in seguito alle sollecitazioni che il Comune ha fatto nei primi mesi dell’anno alle più alte cariche dello Stato affinché i ministeri si prendessero a cuore la mancata apertura della caserma e lo stato di abbandono in cui giace da troppo tempo.

L’opera è stata ultimata nell’anno 2010 e la fine dei lavori è del 7 gennaio 2011, mentre solo nel gennaio 2012 viene mandato al Comune di Erbusco l’avviso ai creditori (ai sensi art.218 del DPR 207/2010, ex art.189 del DPR 554/99) per la pubblicazione all’albo pretorio  del comune stesso per 60 gg ai fini di dare informativa agli eventuali creditori del termine perentorio per la pretesa di somme non ancora saldate.

Come Comune abbiamo appurato che sono attualmente in corso le pratiche con il Demanio per l’accatastamento dell’immobile e per l’acquisizione gratuita dell’area (di nostra proprietà) da parte del Demanio così come da accordo di programma. Nel corso dell’incontro Bergantin ha esplicitato la difficoltà da parte del Provveditorato di concludere l’opera approntandone il collaudo in quanto, pur se le somme destinate agli allacci delle utenze erano state a suo tempo inserite tra le somme a capitolato dell’opera, al momento le stesse non sono disponibili.

In sostanza la motivazione di tale mancata disponibilità, secondo il funzionario, è da rilevarsi nel fatto che, poiché non sono state utilizzate antecedentemente, tali somme sarebbero indisponibili al momento, e per sbloccarle è necessaria una procedura burocratica che richieda l’autorizzazione da parte del ministero dell’Economia. Pertanto, la sua proposta era che il Comune si facesse carico di anticipare le somme per gli allacci delle utenze, finalizzate anche al rilascio del certificato di regolare esecuzione e quindi al collaudo amministrativo per la chiusura dell’opera, e arrivare così all’apertura dello stabile da parte dell’Arma dei carabinieri.
Queste somme dovranno poi essere riconosciute al Comune dal ministero in un periodo non precisato con una procedura non precisata. L’Amministrazione comunale, per parte sua, ha cercato di capire se le procedure utilizzate dal Provveditorato fossero diverse da quelle cui è sottoposto l’ente pubblico, perché alcune modalità con le quali si è operato appaiono alquanto bizzarre.

L’Amministrazione di Erbusco è intenzionata a fare quanto di sua competenza per risolvere al più presto la situazione, ma vogliamo sottolineare che nel corso degli anni la stessa si è già assunta responsabilità e oneri che non le erano totalmente propri, per cui questa richiesta appare non giustificabile. Per questo motivo nei mesi scorsi sono state sollecitate le più alte cariche dello Stato affinché almeno a Roma si prestasse attenzione a quanto sta accadendo su tale questione.

Preso atto che per la terza volta il Provveditorato sta procedendo a richiedere i preventivi, ma che appare evidente il suo immobilismo, si è prospettato che oltre alle azioni intraprese l’Amministrazione possa valutare se si debba tutelare anche dal punto di vista contabile al fine di individuare responsabilità anche per l’eventuale danno materiale originato dall’abbandono della struttura esistente. Abbiamo richiesto che l’intenzione del Provveditorato fosse messa in forma scritta. Solo in questo modo avremmo provveduto andare nelle sedi opportune per avere risposte al riguardo. Vogliamo avere ciò che ci spetta dando la massima collaborazione così come fino ad ora, ma non per questo intendiamo assumerci oneri che non sono nostri e che verranno scaricati sulla cittadinanza.

Prima di prendere qualsiasi decisione, manifestando apertamente il forte disappunto per quello a cui mi capita di assistere, confido fortemente in uno Stato che possa  intervenire per eliminare l’inerzia e le inefficienze di alcuni suoi settori. Ho anche segnalato che una delle azioni che potrei proporre al mio Consiglio Comunale, oltre ad una richiesta di verifica presso la Corte dei conti, è l’acquisizione al patrimonio comunale della struttura stessa dato che il comune ad oggi è ancora proprietario dell’area e che ai sensi degli artt.934 e seguenti del c.c. il Comune può diventare proprietario dell’immobile per accessione".

 

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