Giovani democratici a rischio commissariamento. L’assemblea vota a sorpresa Bondioni. Ma la sinistra prepara il controribaltone.

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(a.tortelli) Ribaltone clamoroso all’assemblea dei giovani democratici bresciani. Durante l’appuntamento di domenica, infatti, i delegati under 30 del Partito democratico hanno eletto segretario provinciale Alessio Bondioni. Ma già tra una settimana – se non scatterà la pace – il neosegretario, in minoranza nella nuova direzione, potrebbe essere sfiduciato e sostituito dalla sua principale avversaria, la ghesede Caterina Lombardi. E’ questo il risultato delle spaccature interne al movimento giovanile del Pd. E di un regolamento elettorale al cui confronto il cosiddetto Porcellum sembra l’uninominale secco.

Alla vigilia dell’assemblea i numeri erano relativamente chiari. La mozione nazionale di Raciti (che sosteneva la Lombardi) poteva contare su 14 consiglieri, mentre 13 erano le persone schierate con il segretario uscente Nicola Delbono (contrario alla candidatura). Con i tre delegati della città (che inizialmente, secondo alcune fonti, sembravano orientati verso il sostegno alla Lombardi) potenzialmente decisivi, ma posizionati sull’astensione. Al dunque, però, uno dei 14 – che pure aveva firmato della candidatura della giovane ghedese ed era anche intervenuto in suo sostegno – si è espresso, con voto palese, per Bondioni, candidato sostenuto dal fronte delboniano. Risultato: 13 voti per la Lombardi, 14 per Bondioni e tre astenuti (la città).

Ma Bondioni, come riferito in apertura, difficilmente avrà i numeri per governare. Perché la nuova direzione provinciale è composta sulla base della proporzione tra le mozioni nazionali. Dei 20 delegati eletti ieri, quindi, 11 faranno riferimento alla Raciti (schierata con la Lombardi) e 9 alla Benifei (6 con Delbono, 3 della città). E’ reale, insomma, il rischio che alla prima convocazione la maggioranza della direzione sfiduci Bondioni e proceda nuovamente all’elezione della Lombardi. Anche se il segretario uscente Delbono dà una diversa interpretazione delle regole. “Bondioni”, ha commentato, “è stato regolarmente eletto: la direzione potrebbe eventualmente sfiduciarlo con mozione motivata, ma l’elezione di un nuovo segretario spetta solo all’assemblea”. Insomma: la sinistra può far cadere il candidato dei centristi, ma questi hanno i numeri per rieleggerlo fino a nuova sfiducia. Una situazione che – salvo accordi – sembra portare diritta al commissariamento. E Delbono, che tende la mano agli avversari, ne è consapevole. “La soluzione”, spiega, “non passa dalle regole, ma dalla politica. Spero comunque che tutta questa vicenda ci insegni a mettere da parte le beghe interne e a lavorare insieme su iniziative concrete nell’interesse del movimento”.

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