Export contro la crisi, Brescia regina in Lombardia: nel 2011 più 20 per cento

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Le imprese guardano all’estero per superare la crisi: cresce del 13%, infatti, l’export lombardo in un anno. Complessivamente l’interscambio commerciale della Lombardia vale oltre 170 miliardi di Euro, con i primi dieci mercati di riferimento per l’export che, oltre ai Paesi europei, comprendono gli Stati Uniti (con le esportazioni che valgono oltre 4 miliardi di Euro) e la Cina (2,2 miliardi di Euro). I settori delle imprese lombarde manifatturiere che “corrono” all’estero sono quello dei macchinari (con 15,3 miliardi di Euro vale circa il 20% del totale dell’export manifatturiero lombardo), seguito dall’industria dei metalli (14,1 miliardi di Euro, 18,8%), dai prodotti tessili (7,7 miliardi di Euro, 10,3%) e dalla chimica (7,6 miliardi, 10,2%). Milano esporta 27,5 miliardi di Euro, seguita da Brescia (10,1 miliardi di Euro), che in un anno cresce di più con le sue esportazioni rispetto alla media lombarda (+19,9%), così come Monza e Brianza (+15,8%). L’export come risposta alla crisi: per 1 impresa lombarda su 3 è importante individuare nuovi mercati per i propri prodotti per affrontare la crisi e il 12% ritiene necessario capire le opportunità dei mercati esteri. È quanto emerge da un’elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat-Coeweb e dalla indagine “Crisi e impresa – 2012” condotta dalla Camera di commercio di Monza e Brianza che ha coinvolto circa 1000 imprese lombarde.

L’indagine Per le imprese di Monza e Brianza cresce del 15,8% l’export in un anno. Complessivamente l’interscambio commerciale del territorio vale quasi 10 miliardi di Euro, con i primi dieci mercati di riferimento per l’export che, oltre ai Paesi europei, comprendono gli Stati Uniti (con le esportazioni che valgono 386 milioni di Euro) e la Cina (170 milioni di Euro). è l’elettronica il settore delle imprese della Brianza manifatturiere che “corre” di più all’estero (con oltre 1 miliardo di Euro vale circa il 18% del totale dell’export manifatturiero della Brianza), seguito dall’industria dei metalli (1 miliardo di Euro, 17,4%), dall’industria dei macchinari (1 miliardo di Euro, 17,1%) e dai prodotti delle altre attività manifatturiere, che comprendono la fabbricazione di mobili (512 milioni di Euro, 8,7%). L’export come risposta alla crisi: per 1 impresa lombarda su 3 è importante individuare nuovi mercati per i propri prodotti per affrontare la crisi e il 12% ritiene necessario capire le opportunità dei mercati esteri. Un’attenzione per l’estero sentita soprattutto dalle imprese di Brescia (17,9%) e della Brianza (12,4%). È quanto emerge da un’elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat-Coeweb e dalla indagine “Crisi e impresa – 2012” condotta dalla Camera di commercio di Monza e Brianza che ha coinvolto circa 1000 imprese lombarde.

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  1. …perchè altrimenti arrivano torme di nuovi immigrati (e ce ne sono già in sovrabbondanza), inoltre a Roma la burocrazia centralista meridions-borbonica penserà che bisogna aumentare le stangate…"tan to se continuano a produrre reddito nonostante tutto tanto vale aumentare le imposte)

  2. BISOGNA PER FORZA LAVORARE CON L’ESTERO ….in Italia se fai un lavoro l’80% dei clienti poi non te lo paga!!!! meglio non lavorare con le imprese Italiane…ma non per causa delle Imprese stesse, ma del sistema che non sta permettendo una ripartenza ai piccoli artigiani e alle piccole industrie, tagliando fondi e fidi da un giorno all’altro…

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