Scuola Ferrari (Pd): “Il modello di reclutamento degli insegnati di Formigoni è anticostituzionale”

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“Una forzatura che non aiuta la scuola, ma rischia anzi di pregiudicare una possibile e necessaria revisione delle forme di reclutamento degli insegnanti”. Così Giambattista Ferrari, consigliere regionale del Pd commenta l’approvazione in VII Commissione Istruzione, avvenuta oggi, giovedì 15 marzo 2012, della parte relativa alla scuola del decreto sviluppo, il cosiddetto CresciLombardia.

Il Pd ha espresso tutte le sue riserve sull’articolo 8 del provvedimento che la Giunta ha inteso proporre per promuovere la crescita, lo sviluppo e l’occupazione in Lombardia, evidenziando il rischio di un vero e proprio conflitto istituzionale ed esprimendo quindi voto contrario.

 

“Ha destato perplessità anche il mancato confronto con l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea sulle modalità di reclutamento del personale docente, imposte dalla Giunta regionale, che solo in un secondo tempo ha avviato un confronto con il Ministero, il quale, a sua volta, è, a quanto pare, ancora molto prudente e critico sull’iniziativa di Formigoni – dice Ferrari –. In Commissione Istruzione, dopo le audizioni di sindacati, enti e soggetti attivi del mondo della scuola, si attendeva oggi la posizione dell’assessore, che non solo non si è espresso, ma non ha ritenuto opportuno partecipare al dibattito, lasciando intendere che il confronto con il Ministero è tutt’altro che concluso”.

Le perplessità delle parti sociali e del Pd si fondano “sulla genericità e sulle possibili molteplici interpretazioni dell’articolo 8: la norma non specifica infatti se i bandi di reclutamento siano rivolti al personale a tempo determinato o indeterminato, non dichiara limiti temporali per la sperimentazione e non indica le modalità dei concorsi indetti dalle scuole – aggiunge Ferrari –. Ci sono anche fondati elementi di anticostituzionalità, poiché la competenza sul reclutamento del personale docente è dello Stato e non della Regione e, sebbene si citi il termine sperimentazione, questa può avvenire solo su indicazione statale. In caso contrario, ci sarebbe una forzatura da parte della Regione nei confronti dello Stato e la Lombardia non può certo pensare  di risolvere i problemi della scuola mettendosi a rischio di impugnazioni e azioni legali”.

 La stessa maggioranza, secondo l’esponente Pd, “si è resa conto delle criticità della proposta della Giunta e, su iniziativa della presidente della Commissione, la leghista Luciana Ruffinelli, ha proposto alcuni emendamenti che migliorano il testo, ma non risolvono le pesanti criticità di fondo”.

E’ per questo che i consiglieri del Pd si sono astenuti sugli emendamenti e hanno votato contro il progetto di legge, non ritenendo opportuno che vengano sollevati polveroni e fatta propaganda su un tema così delicato quale quello del reclutamento degli insegnanti che richiederebbe cambiamenti reali promossi attraverso una seria collaborazione tra Stato e Regioni. Ora si attende la discussione in Aula, prevista per aprile, durante la quale il Pd si batterà ancora per l’eliminazione di un articolo che rischia di creare solo confusione e polemiche

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