Martedì sera, alla Cgil, un incontro su acqua pubblica e utility

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Martedì 27, alle 20.30, il salone Buozzi della Camera del lavoro di via Folonari ospiterà un’assemblea pubblica sul tema dell’acqua e l’ipotesi di dar vita a una maxiutility del Nord Italia promossa dal “Comitato acqua pubblica Brescia” e dal “Forum italiano dei movimenti per l’acqua”. Interverranno Luca Martinelli (giornalista della rivista “Altreconomia”) e Matteo Gaddi (esperto in materia di Acqua e gestione pubblica dei servizi)

DI SEGUITO IL COMUNICATO CON I TEMI DELL’ASSEMBLEA

“Decenni di liberalizzazioni e privatizzazioni mostrano oggi il fallimento di questo disegno che ha visto il pubblico ritirarsi dai propri compiti e i Comuni trasformarsi da garanti dei servizi pubblici in azionisti. Ci lasciano aziende con miliardi di debito, aumento dei costi dei servizi per i cittadini, peggioramento delle condizioni dei lavoratori del settore, riduzione degli investimenti, spreco di risorse naturali e una drastica riduzione degli spazi di democrazia, di partecipazione e di trasparenza. La proposta di creare una grande multiutility del nord si inserisce in questo quadro desolante. Ripercorre la strada dei fallimenti testimoniati dai bilanci in debito di A2A, Iren, Hera, ecc.; ci ripropone l’idea di vendere servizi essenziali per coprire buchi di bilancio; punta a superare I debiti delle aziende attraverso economie di scala. L’esito di questo tentativo di aumentare i profitti é la trasformazione di beni comuni come l’acqua, l’ambiente e le risorse naturali, la salute dei cittadini in merci. Si vuole continuare in una politica che vede l’acqua solo una fonte di profitti, l’energia solo come costruzione di sempre più grandi centrali elettriche e i rifiuti come combustibile per inceneritori. Non si vuol tenere conto che il 12 e 13 Giugno 27 milioni d’italiani hanno detto NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, che hanno chiesto una gestione pubblica e partecipativa per i beni comuni. Per capire le ragioni di quest’operazione, per iniziare ad opporvisi”.

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