La Loggia non vende le quote in A2A: in borsa il titolo vale troppo poco

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(a.c.) Vendere le quote della Loggia in A2A? Per ora meglio di no. A differenza di quanto prospettato fino a qualche giorno fa, anche dallo stesso assessore Fausto Di Mezza, la cessione delle azioni della municipalizzata bresciano-milanese da parte del Comune di Brescia si allontana decisamente. Colpa della quotazione del titolo in borsa, scesa bruscamente dallo 0,72 a 0,62, e dal passivo certificato di 420milioni di euro: non sarebbe certo un buon affare decidere di vendere proprio in questo momento, pur con le difficoltà di bilancio che si avranno.

La riunione della commissione società partecipate di ieri è stata dedicata in toto ad A2A. In preparazione di un Consiglio Comunale specifico, i consiglieri in commissione hanno espresso le loro ipotesi per il futuro della società. I rappresentanti del Partito Democratico, Del Bono e Boifava, hanno chiesto di poter contare di più nelle prossime nomine del sindaco riguardo i membri del Consiglio di Sicurezza ma anche in merito alle scelte strategiche da prendere. Tutti concordi sul fatto che la prossima presidenza del Consiglio di Gestione debba essere bresciana, così come la necessità di una certa discontinuità dalle azioni fin’ora intraprese. Per poter incidere maggiormente nel futuro della società sarà necessario che dal Consiglio Comunale esca una linea politica forte e compatta.

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  1. Perché il Comune di Brescia, anziché ipotizzare di vendere le proprie quote in A2A, non manda a casa gli amministratori incapaci di questi anni, ne piazza di nuovi e pù validi e racimola azioni a basso prezzo?

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