Poste, dimezzato il servizio in altri dodici comuni bresciani

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Dimezzato il servizio di altri dodici uffici postali bresciani. La direzione provinciale di Poste Italiane continua a ridurre i servizi ai cittadini usando come unico parametro quello della redditività degli sportelli; una conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’azienda non ha alcun interesse alla valenza sociale svolta storicamente dagli uffici postali decentrati, soprattutto quelli dei piccoli centri di montagna.

Nel lungo elenco degli uffici a servizio ridotto (alcuni passano da sei a tre giorni di lavoro, altri da tre a due mattine) sono finiti Casto, Lavenone, Preseglie e Forno d’Ono di Pertica Bassa in Valle Sabbia; Berzo Demo, Vione, Monno, Cervino e Saviore dell’Adamello in Valle Camonica; San Colombano in Valle Trompia; Zone nella zona del Sebino e Campione del Garda per il Benaco.

«Si tratta di tagli che intervengono su realtà territoriali molto diverse tra loro, decisi da Poste Italiane senza confrontarsi con chi vive in quei paesi e ne conosce i bisogni – attacca Giovanni Punzi, Segretario generale di Slp Cisl – Ancora una volta l’azienda ha agito senza rispettare le più elementari norme di informazione e consultazione che sono sostanziali a corrette relazioni sindacali».

Come sempre la giustificazione a posteriori di Poste Italiane è sempre la stessa: insufficiente redditività, riorganizzazione e necessità di riutilizzo del personale. Si conferma così un’altra delle sottolineature del leader dei postali della Cisl di Brescia: «Alla base dei continui tagli ci sarebbero anche carenze di personale, visto che nel 2011 sono stati pensionati circa 100 dipendenti e non tutti sono stati sostituiti».

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