Legambiente dice no all’inceneritore di Tavernola e chiama alla protesta gli operatori turistici

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Legambiente dice no all’inceneritore di Tavernola e chiama alla protesta anche gli operatori turistici del Lago d’Iseo. “La nostra sarà una protesta per la tutela ambientale, ma anche per la difesa dell’attività economica più importante del lago, il turismo” si legge in una nota del presidente del Circolo Bassosebino Dario Balotta. “Siamo pronti a mobilitare i cittadini di tutto il Sebino e gli operatori turistici (Agriturismi, Alberghi, B&B, Camping ecc.) se il Governo non ritirerà il parere favorevole dato per la sperimentazione dello smaltimento di Cdr (combustibili da rifiuti) e pneumatici nel forno del cementificio di Tavernola.

“Già la crisi morde – prosegue Balotta – e  le previsioni delle  prossime festività pasquali vedranno un calo degli arrivi anche dall’estero, se poi si spargesse la voce che nel mezzo  del lago d’Iseo si starebbero  per disperdere nell’atmosfera  i fumi killer dei copertoni bruciati , sarebbe un duro colpo al turismo e all’occupazione.

Già oggi alcune analisi dimostrano che i fumi del forno di Tavernola sono dannosi alla salute dei suoi abitanti e che i suoi camini  sono più bassi di alcune case del centro abitato.

Siamo contrari all’adozione di nuove tecnologie sperimentali per lo smaltimento dei rifiuti – continua la nota di Legambiente – contenute nell’Autorizzazione Ambientale Integrata del Governo del 16 marzo  scorso, perché la posizione geografica del cementificio è già una grave ferita del paesaggio nel bellissimo contesto del lago d’Iseo e può farlo diventare anche un ricettacolo dello smaltimento  di rifiuti nocivi.

La proprietà del cementificio anziché pensare ai sempre promessi, e mai attuati,  adeguamenti impiantistici e gestionali del maxi impianto, per renderlo compatibile con il territorio e con la salute dei cittadini, pensa ad aumentare i propri extra -profitti. Aggiungendo il business dello smaltimento dei rifiuti tossici e riducendo al tempo stesso i costi dell’ energia, usando come combustibile per il forno non più il pet-coke ma i copertoni triturati.Invitiamo anche i 16 comuni del lago d’Iseo (G16)ad affrontare, in tutte le sedi,questo grave problema”.

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  1. qualcuno può controllare i certificati antimafia della ditta che ha queste belle intenzioni sul cementificio tavernolese ? un certificato non risalente all’anno 20 avanti Cristo ma recentissimo ( la DIA interpellata può fornirlo ? o chi per loro ) Ma del consumo del cemento non dovrebbe essere previsto un calo , visto che la recessione e l’immenso parco di case costruite sono invendute ????????

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