San Polo, le mamme della Agosti sul piede di guerra: “Siamo pronte ad occupare la scuola”

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(a.t.) Mamme sul piede di guerra a San Polo. Da domani, infatti, potrebbe scattare l’ “occupazione a oltranza” della scuola materna Agosti di via Raffaello. “A meno che – fanno sapere i genitori – il sindaco non prometta solennemente che la Agosti è esclusa dal taglio delle sezioni programmato dal Comune”. Al momento le scuole coinvolte sono Caionvico, Valotti, Zammarchi e Agosti. Mentre Gallo e Rebuffone risultano (almeno momentaneamente) salve. “Abbiamo chiesto un appuntamento urgente ad Adriano Paroli”, spiega una delle rappresentanti della sezione rossa, “e ci è stato promesso che lo avremo entro domani. Mercoledì a mezzogiorno faremo il punto della situazione. E se il sindaco non ci dirà chiaramente che siamo esclusi dai tagli procederemo all’immediata occupazione della scuola, proseguendo anche di notte se necessario”. I genitori lamentano inoltre la mancanza di informazione sulle strategie della Loggia (“l’abbiamo saputo qualche giorno fa dai giornali”) e sottolineano che “a differenza di tante altre materne il problema non è la mancanza di bambini, perché da noi ci sono tantissime famiglie in attesa di trovare un posto”.

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UN COMMENTO

  1. Ecco che arrivano le tensioni sociali. La gente non è preparata ai tagli sempre maggiori (ovunque) ci saranno nei prossimi anni.

  2. E’ sempre così, fino a quando la punta dell’ombrello non comincia a premere "sul personale", fanno tutti finta di niente, nella migliore delle ipotesi, altrimenti si scagliano contro i "sovversivi&quo t; di turno. Ma dov’erano questi inferociti (sacrosantamente inferociti) cittadini quando studenti e (pochi) lavoratori della scuola lottavano contro le varie riforme, buona ultima la "Gelmini"? E adesso parlano di azioni addirittura illegali cme un’occupazione? E quanti di loro hanno messo in paratica anche solo qualcosa di "minimo" per sostenere chi in passato si è battuto contro i tagli? In bocca al lupo e… benvenuti nel modo reale!

  3. semplice gli accorpamenti le chiusure e i ridimensionamenti degli istituti sono da ricondursi agli organi politici comune – provincia ergo i genitori al posto di protestare in questo modo scelgano altri politici nel 2013 ….

  4. Peccato che i non residenti (per cui i bresciani residenti pagano) non voteranno!!!! Quindi Paroli fa benissimo: è come se i cittadini di Rezzato pagassero 500.000 Euro per i bambini di Castenedolo.. ma ci rendiamo conto? Ma te pensa.

  5. ma non si può sempre ragionare come il bar sport fra un pirlo e una pagnocchina … il problema è su Brescia – nulla a che fare con Rezzato … il problema è che tutta la classe politica Lombarda dall’Aprea in giù fino ai sindaci sta dimensionando drasticamente e portando disagi scolastici … questi amici stanno a discutere su come costruire palazzi che resteranno invenduti e sfitti al posto di dare dei servizi sociali decenti …

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