Il viceconsole Usa in visita al Rotary della “sua” Valsabbia

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Il Vice Console degli Stati Uniti d’America a Milano ha 43 anni ed è nato nello Stato di New York come i genitori e i nonni, i bisnonni invece erano partiti dal Trentino per cercar fortuna "alla Merica" e in particolare da Pieve di Bono, Val Giudicarie dalla quale la Valle Sabbia è separata solo dal piccolo torrente Caffaro.

E’ stato ben felice quindi Robert J. Palladino rientrando a Milano da Vicenza dove ha visitato il cantiere ormai quasi ultimato della nuova Caserma Dal Molin di fermarsi a cena a Gavardo con il Rotary Valle Sabbia (Presidente Davide Donati). Anzi per l’occasione ha portato anche una vecchia foto dei suoi antenati quando ancora bambini vivevano in Italia. A Vicenza il governo americano ha realizzato una Base Militare per l’Esercito da non confondere con quella dell’Aeronautica ad Aviano che ad oggi conclusi i lavori – con buona pace dei dimostranti probabilmente vinti dal tempo di crisi – è una delle più grandi basi militari americane all’estero. Sono 20.000 i soldati americani di stanza a Vicenza con un’area delle operazioni che spazia dal Medio Oriente all’Africa. Durante l’incontro Palladino ha ripercorso le tappe della sua breve ma intensa vita professionale rendendoci orgogliosi per quelle gocce di sangue italiano che ancora improntano il suo DNA! In riconoscimento dei meriti scolastici ha ottenuto una borsa di studio da parte del Dipartimento della Difesa che gli ha consentito di laurearsi presso l’Università Notre Dame dell’Indiana, conclusi gli studi ha dovuto rendere "il prestito" e per quattro anni ha lavorato per il Dipartimento della Difesa prima come avvocato in divisa (i famosi Jag) e poi in giro per il Mondo. E’ stato in Uganda, visitando l’orfanotrofio realizzato nella giungla da una cittadina statunitense che durante la guerra civile ha visto sgozzare davanti ai suoi occhi tutti i bambini che accudiva, che Robert ha deciso di impegnarsi nel suo futuro non più in attività belliche ma di pace e quindi essendo giunto nel frattempo in Europa (proprio a Vicenza) si è recato a Milano per sostenere i colloqui per passare al Dipartimento di Stato l’equivalente del nostro Ministero degli Esteri. Da lì una girandola di incarichi fra cui 2 anni in Vietnam e 3 anni in Cina. Da buon diplomatico si è dimostrato molto cauto rispondendo a volte alle provocazioni dei rotariani sui temi dell’attualità con larghi sorrisi peraltro molto esplicativi. Il messaggio che ha voluto lasciare ai valsabbini è stato quello di continuare ad impegnarsi come nel passato nel sostenere lo sviluppo economico del nostro territorio, anche per gli Stati Uniti infatti la priorità rimane una Europa e una Italia forte, player e alleato di ferro sulla scacchiera internazionale, in questo modo anche i Paesi che sembrano emergere nel potere economico mondiale appaiono molto meno minacciosi.   

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