La sposa è senza visto. Saltano le nozze con un noto fotografo bresciano

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Avrebbero dovuto coronare il loro sogno d’amore con un matrimonio in stile sobrio di fronte ad amici e parenti e invece, per un noto fotografo bresciano e la sua futura moglie straniera la visita in Comune per fissare la data delle nozze si è trasformata nel giorno della separazione. No, niente lite di fronte al sindaco, ma solo tre poliziotti pronti ad attenderli e a condurre la moglie in caserma perché sprovvista del visto per risiedere sul suolo italiano. Una vera maledizione per lo sfortunato  fotografo che da un anno collaborava con un noto quotidiano locale, tant’è che dopo essersi visto portare via la fidanzata non ha mancato di lanciare il proprio grido di sdegno sulle pagine di Facebook, dove quattro ore fa ha scritto: “Con la mia solita fortuna invece di fissarci la data delle nozze ci hanno fatto trovare tre poliziotti che mi hanno portato via la mia futura sposa, perché non ha il visto – e continua ironico – Hanno tolto un pericoloso clandestino dal territorio, se spacciava o rapinava mica la cagavano – per poi concludere – Questa è la nostra bella Italia. Grazie”. Dopo che amici e parenti hanno commentato e chiesto spiegazioni sull’accaduto il fotografo ha replicato, sempre dalle pagine di Facebook: “Ho avuto conferma dell’espulsione, devo solo sperare che a causa della partita di calcio non abbiano personale per farla accompagnare al c.i.e e le consentano di allontanarsi dal territorio in modo autonomo”. La speranza è l’ultima a morire.

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  1. no coment, basta girare a Brescia e leggere i giornali per vedere quante brave persone clandestine arrestate libere di fare i c….i loro.

  2. Non è che semplicemente hanno applicato la legge?
    Singolare chiedere di sposarsi in municipio con una delle due parti presente illegalmente…signi fica autodenunciarsi.
    No n era meglio regolarizzare la moldava prima? (da anni presente sul territorio e nubenda con "noto fotografo bresciano").
    L a poteva assumere anni fa come "badante" di se stesso, oppure come colf.

  3. Quindi lavorava in "nero"? Come fa ad avere un’abitazione regolare? Visto che è clandestina non paga le imposte: né lei , né il suo "datore di lavoro".
    Nemme no chi gli ha dato una casa in affitto (evasione del reddito) ed inoltre non l’ha denunciata entro 48 ore all’autorità di P.S. (come prescritto dalla legge).
    Presumo che la Polizia Locale sia tenuta a denunciare il fatto all’Agenzia delle Entrate, oppure alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica per gli accertamenti del caso.
    Sarebbe interessante sapere se ha usufruito del Servizio Sanitario Regionale: presumo assolutamente gratuitamente non avendo versato contributi e (mancando la TSN) non pagando ticket.

  4. illegale é il comportamento del comune. la corte costituzionale ha stabilito che l’articolo 116 del codice civile che regolamenta il matrimonio di uno straniero con un cittadino italiano, è parzialmente incostituzionale, nella parte che richiede, per la celebrazione delle nozze, un regolare documento di soggiorno. incredibile che in un paese civile addirittura l’amore diventi un crimine.

  5. I leghisti sono delle persone veramente speciali, sanno parlare o scrivere solo di stranieri, ovviamente male, e se poi sono sono dei "negher" allora esaltano al massimo le loro "doti intellettuali". Magari facessero così per lingotti e diamanti.

  6. Spiace dirlo… ma è giusto… ci sono regole e vanno rispettate.. il bravo fotografo poteva informarsi prima e non arrivare a questo punto. Se il matrimonio deve sanare la illegalità allora apriamo il caos… Se realmente si amano e vogliono sposarsi che si regolarizzino prima.
    Non è questione di partiti ma di buon senso, anche nel rispetto per chi è qui regolare e ha fatto le cose a norma di legge per esserlo.

  7. Dura lex, sed lex, in questo caso la Bossi-Fini, che rispetto alle Legge Martelli ed alla Turco-Napolitano, si concentrò sulle rigorose modalità di controllo ed espulsione dei clandestini. Tuto il resto, in uno stato di diritto, viene di conseguenza.

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