Sanità, Girelli (Pd): call center “lumbard”, operazione ideologica che costa ai lombardi 3,5 milioni di euro

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“La nuova divisione del call center sanitario a Milano è un costoso capriccio leghista: la Regione spenderà 3,5 milioni di euro solo per avviarlo, mentre le sedi siciliane di Paternò e Biancavilla non vengono assolutamente ridimensionate e costano oltre 22 milioni all’anno. In un momento di tagli pesanti, in cui si arriva a chiedere agli ospedali di risparmiare sui farmaci salvavita e ai cittadini di pagare prestazioni che fino a poche settimane fa erano gratuite, è proprio il caso di buttare i soldi per duplicare il call center?” Se lo chiede il consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli, commentando la delibera regionale n. 3201 del 29 marzo 2012, con la quale la Regione sigla con l’Asl di Milano e le controllate Infrastrutture Lombarde Spa e Lombardia Informatica Spa la convenzione per l’approntamento della sede lombarda del Call center, operazione fortemente voluta dalla Lega per riportare in Lombardia, questo era il proposito del Carroccio, una funzione della sanità lombarda, quella delle prenotazioni telefoniche e dell’assistenza alla carta sanitaria, che ora è in Sicilia, a Paternò e a Biancavilla.

Se l’operazione leghista serviva a mettere una bandierina su Milano occorre dire che l’operazione non è riuscita bene – attacca Girelli -: grazie al rinnovo del contratto con la società Transcom Worldwide, siglata il 15 marzo, le sedi siciliane lavoreranno ancora a pieno ritmo per due anni con i loro 560 dipendenti. Il call center milanese inizierà a lavorare tra un anno con 54 postazioni. Tra due anni, nel 2014, i due rami d’azienda dovranno essere venduti in blocco. Se così non sarà, la controllata della Regione Lombardia Informatica rischierà di dover assorbire i dipendenti, siciliani e lombardi”.

Ma nella delibera precedente, la 3095 del 7 marzo, si stabilisce “di dare mandato a Eupolis di individuare un soggetto terzo a cui affidare l’incarico della durata di 60 giorni per la verifica del progetto esecutivo e per la supervisione delle tempistiche delle attività progettuali in particolare per la realizzazione del nuovo Call Center Lombardo” ma che per evitare ritardi contestualmente alla verifica “è fondamentale dare avvio al processo di ristrutturazione dell’immobile individuato come sede del Call Center lombardo”.

La Regione evidentemente non è convinta del buon senso dell’operazione – conclude il consigliere – visto che dopo aver commissionato lo studio preliminare al Politecnico di Milano per la realizzazione del call center milanese, ha ora deciso, a procedure già avviate, di chiedere a Eupolis, il proprio centro studi, un’ulteriore valutazione. Si spendono altri soldi per un’operazione ideologica nata male e che rischia di avere conseguenze anche peggiori per le tasche dei cittadini lombardi”.

 

 

Nota

 

Con la delibera di giunta 3201 del 29 marzo 2012 viene approvato lo schema di convenzione tra Regione Lombardia, Infrastrutture lombarde e Lombardia Informatica per la realizzazione del nuovo call center tutto “padano”  per le prenotazioni e le informazioni sanitarie.

 

Quasi 3,5 milioni di euro (3.474.000) di risorse sottratte al bilancio sanitario:

–          1.150.000 euro serviranno a ristrutturare la futura sede di via Juvara a Milano;

–          1.380.000 euro per hardware, software e servizi professionali;

–          472mila euro per la progettazione organizzativa e la selezione e formazione degli operatori;

–          472mila euro per sperimentare nuove modalità di integrazione con i centri di prenotazione aziendali.

 

Call center in miniatura quello lombardo. Solo 54 infatti le postazioni previste dal progetto voluto a tutti i costi dalla Lega a fronte delle 560 già attive di Biancavilla e Paternò, in Sicilia. Il ramo siciliano, con l’avvenuta aggiudicazione della gara d’affitto del ramo d’azienda del 15 marzo a Transcom Worldwide spa, andrà avanti a lavorare a pieno ritmo almeno per i prossimi 2 anni forte dei due contratti attivi: uno di 18.694.500 euro (15.450.000 + iva) all’anno per la prenotazione di prestazioni specialistiche sanitarie e l’altro di 859.100 euro (710.000 + iva) all’anno, per il servizio informativo della Carta Regionale dei Servizi.

 

Quasi un anno il tempo previsto per il termine dei lavori di ristrutturazione e dopo un solo anno di attività, nel 2014, i 2 rami d’azienda – quello siciliano e quello lombardo –  dovrebbero essere messi in vendita. Operazione che non sarà certo semplice visto che a chi vorrà acquisire i call center resteranno in carico i 560 dipendenti siciliani e i 95 che Lombardia informatica dovrà assumere per far funzionare il call center lombardo.

 

Operazione questa molto azzardata visto che, cita lo studio di fattibilità commissionato nel 2011 al Politecnico di Milano, “fa crescere i costi operativi, gli investimenti e gli organici di Lombardia Informatica spa”, in poche parole ancora risorse sottratte alla sanità e l’eventualità che circa 650 dipendenti in questione, sia siciliani sia lombardi, rimangano alla fine in carico a Lombardia Informatica.

 

E sono proprio tutte queste incertezze che hanno spinto la Giunta a commissionare un incarico di verifica – tramite l’istituto di ricerca regionale Eupolis – che in 60 giorni dovrà, si legge in delibera, “verificare il progetto esecutivo e la supervisione delle tempistiche”. In sostanza dovrà dare tre precise risposte: evidenziare le criticità relative agli aspetti giuridici e giuslavoristici, mettere in evidenza gli elementi che possono impattare sulle valutazioni economiche e verificare la compatibilità del progetto e della soluzione prospettata rispetto agli interessi e gli obiettivi della programmazione regionale”.

Ma, cita sempre la delibera, “per rispettare le scadenze progettuali, contestualmente è fondamentale dare avvio al processo di ristrutturazione dell’immobile individuato come sede del call center lombardo.

Quindi, ancora prima di avere gli esiti dello studio commissionato per valutare se il progetto sia coerente e fattibile, si procede di gran passo per assecondare questo capriccio tutto leghista che impegna ingenti risorse del bilancio sanitario e costringerà i “lumbard” a pagare per il servizio di prenotazioni telefoniche 50 centesimi per ogni contatto da cellulare.

 

costi del call center sanitario siciliano

2012

2011

2010

2009

 

 

 

 

  22.074.600*

  22.850.000

  17.049.248

  17.576.804

 

*valore contratti attivi – conguaglio a fine 2012

 

Impegni di spesa ad oggi per la predisposizione nuovo call center a Milano: Euro 3.474.000

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