Video hard e presunti ricatti, il 9 maggio si torna in aula

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Si riaprirà il prossimo 9 maggio il processo contro un cittadino di San Zeno, accusato di aver tentato di estorcere a un commercialista bresciano denaro in cambio dell’ammorbidimento di un’inchiesta della Finanza e della copertura di alcuni filmati e foto hard che ritrarrebbero un alto ufficiale delle Fiamme Gialle in compagnia della sua presunta amante 39enne. Secondo la Procura, il commercialista, che aveva ricevuto dal Tribunale l’incarico di custodire un pacchetto di società sospettate di fare da copertura alla sottrazione di circa 40 miliardi di euro alla Banca Popolare di Milano in cambio di un compenso da 4 milioni di euro, avrebbe trasferito parte del denaro, pagato dalla stessa Banca circa 2 milioni di euro, in Svizzera, facendo poi rientrare in Italia il denaro come capitale “scudato”. Ad investigare sul presunto illecito le fiamme gialle bresciane, che però durante le indagini hanno scoperto anche ulteriori retroscena. Il cittadino di San Zeno avrebbe chiesto al commercialista anche di recuperare i filmini hard e le fotografie che riguardavano il militare e la sua amante in atteggiamenti equivoci. Il cittadino di San Zeno ha sempre negato di aver di aver chiesto soldi al commercialista, ma sembra che a suo carico ci siano addirittura delle registrazioni audio che lo incastrerebbero alle sue responsabilità. Durante la seduta del 9 maggio prossimi i giudici cercheranno di capire proprio l’attendibilità di quelle registrazioni, e a testimoniare saranno chiamati anche i due poliziotti che ascoltarono il cittadino di San Zeno quando disse di aver visto il video.

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