“Ordinanza discriminatoria verso gli stranieri”, nuova condanna per il Comune di Chiari

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La sentenza
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Il giudice del tribunale di Brescia Cesare Massetti – informa una nota della Cgil ha oggi condannato il Comune di Chiari per avere adottato un’ordinanza dalla chiara «natura discriminatoria». La decisione del giudice accoglie così il ricorso presentato dalla Fondazione Guido Piccini e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) assistite dagli avvocati Guariso e Zucca, con il sostegno della Camera del Lavoro di Brescia. L’ordinanza incriminata è quella del 26 settembre scorso, nella quale il Comune guidato dall’onorevole leghista Sandro Mazzatorta – disattendendo una sentenza della Corte Costituzionale della scorsa estate con la quale veniva dichiarata incostituzionale una apposita previsione del Pacchetto Sicurezza – imponeva agli stranieri che volessero contrarre matrimonio l’obbligo di presentare il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno in corso di validità.

DI SEGUITO IL TESTO COMPLETO DEL COMUNICATO

Tutto questo non è possibile. Il giudice ha infatti sottolineato che «la natura discriminatoria del provvedimento è piuttosto eclatante» e si è richiamato, a sostegno della decisione, alla citata sentenza della Corte Costituzionale n.245 del 2011. Una sentenza nella quale, ricordiamo, tra le altre cose si afferma che «il matrimonio costituisce espressione della libertà e dell’autonomia della persona, ed il diritto di contrarre liberamente matrimonio è oggetto della tutela di cui agli artt. 2, 3 e 29 Cost., in quanto rientra nei diritti inviolabili dell’uomo, caratterizzati dall’universalità. Inoltre, l’art. 31 Cost., nel sancire che la Repubblica agevola la formazione della famiglia, “esclude la legittimità di limitazioni di qualsiasi tipo alla libertà matrimoniale”».

Da qui la decisione del giudice di accogliere il ricorso e la condanna al Comune di Chiari a pubblicare il testo della sentenza in forma integrale sul quotidiano nazionale “La Repubblica” e a ripagare «le spese di lite», calcolate in 4mila euro complessivi.

«Per quanto ci riguarda – afferma il segretario della Cgil Brescia Damiano Galletti – continueremo a contrastare ordinanze e delibere discriminatorie dei Comuni ». Vale per Chiari e vale anche per il Comune di Brescia, che da un po’ di tempo ha avviato una campagna sui matrimoni simile a quello dell’Amministrazione guidata da Mazzatorta, come dimostra l’episodio avvenuto la scorsa settimana in città (il fermo di una ragazza moldava in procinto di sposarsi) e il tipo di documentazione che viene richiesto agli immigrati che hanno intenzione di sposarsi (a riguardo, si consulti il sito internet del Comune di Brescia). In tal senso, le associazioni ricorrenti nei prossimi giorni invieranno al Comune di Brescia una diffida a modificare immediatamente la prassi adottata e le indicazioni contenute nel sito.

«Sono oramai quattro anni, dalla vicenda del bonus bebé a Brescia, che presentiamo e vinciamo ricorsi contro provvedimenti ideologici dei Comuni amministrati dal centro destra e dalla Lega Nord – ricorda Galletti – Messi assieme, sono diverse centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico che alcuni amministratori locali hanno deciso di sperperare per sostenere le loro campagne ideologiche. Certo, viste le cronache degli ultimi giorni e l’uso privato di denaro pubblico fatto da alcuni esponenti di forze politiche, potremmo dire che questo oramai non stupisce più, ma la gravità resta comunque».

Damiano Galletti – segretario Camera del Lavoro di Brescia

Alberto Guariso – avvocato Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione)

Fondazione Guido Piccini

 

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UN COMMENTO

  1. I ricorrenti perseguono l’intento nel voler facilitare l’immigrazione irregolare. E’ un diritto: ma almeno si presentino alle elezioni e lo mettano in un programma elettorale.
    Comunqu e rimango sempre in attesa della spiegazione del perchè gli stranieri non possano partecipare ai concorsi in magistratura.

  2. E’ l’assurdità di certe amministrazioni, Brescia compresa, che pensano di essere al di sopra della legge. Avrete letto sui quotidiani la mia storia, identica a questa occorsaci Giovedì scorso dove gli agenti della Polizia Locale sono venuti ad arrestare la mia compagna con la quale stavo facendo le pubblicazioni. Assurdo! Mario Frati

  3. mi pare che la Legge preveda che per risiedere in Italia sia necessario un permesso di soggiorno e, quindi, essere immigrati regolari. Non vedo cosa ci sia di illegale o discriminatorio nel chiedere (o anche esigere) che essa venga rispettata. Chi si vuole sposare (o prendere in affitto un appartamento, o essere assunto, ecc. ecc.) deve SEMPLICEMENTE richiedere il permesso…è una cosa così difficile da capire???? Al signore a cui hanno arrestato la compagna: sono consapevole che la situazione sia stata spiacevole, ma le chiedo: perchè la sua compagna non aveva il permesso? Non poteva richiederlo? (a maggior ragione visto che stava per sposarsi)…o anche voi pensate di essere al di sopra della Legge?

  4. mentre la cgil coccola gli immigrati, gli operai italiani lo prendono in quel posto….quando la disoccupazione fra gli italiani toccherà il 30% toccherà ringraziarli questi eroi pro-migranti.

  5. Ma cosa c’e’ di illegale nel pretendere che un immigrato sia "regolare" ?E’ possibile che ci sia sempre qualcuno che difenda gente che non rispetta le regole?VERGOGNATEVI. A noi italiani solo bastonate,a quelli oramai e’ permesso tutto.

  6. curioso l’atteggiamento di chi vuole che la legge sia rispettata, ma non vuole rispettare le sentenze dei giudici. i giudici hanno deciso che le ordinanze dei comuni legisti sono discriminatorie. punto. la legge si rispetta !!

  7. Da inizio anno 3500 licenziamenti nel bresciano….ma i sindacati si preoccupano che gli immigrati possano sposarsi senza documenti in regola,e i giudici gli danno ragione!Siamo alle comiche finali.

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