Loggia, i soldi sono pochi: o giù la Tintoretto o avanti con il restauro della Pinacoteca

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La Pinacoteca dovrà aspettare. La riapertura della Tosio Martinengo, chiusa da anni per i lavori di riqualificazione, non avverrà nemmeno la prossima primavera. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Giornale di Brescia le ristrettezze del bilancio comunale stanno portando la Loggia a dover scegliere tre le opere in cantiere non avendo le risorse sufficienti per portare a termine tutti i progetti. In ballottaggio vi sarebbe il capitolo casa contro quello della cultura. Da un lato l’operazione del contratto di quartiere, vale a dire l’abbattimento della torre Tintoretto e la riqualificazione del patrimonio esistente. Un progetto questo a cui l’amministrazione ha legato il proprio mandato e che vede la partecipazione di altri enti, ad iniziare da un finanziamento regionale. Difficile quindi che possa essere stralciato. A farne le spese sarebbe proprio la Pinacoteca. Il progetto non verrebbe abbandonato ma solo congelato in attesa di tempi migliori.  

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UN COMMENTO

  1. Io sono di Brescia. Tra la Pinacoteca e la demolizine di un edificio esistente che può benissimo essere ristrutturato, scelgo la Pinacoteca. E, alle prossime elezioni, scelgo anche un altro sindaco.

  2. Anche io sono di Brescia e il vero problema non è la demolizione della torre ma il concetto stesso di costruzione di una torre-formicaio del genere. Pensate forse che per magia una volta demolita restando nei costi del preventivo (figuriamoci) poi compaia qualcosa di spettacolare ed a misura d’uomo? Quando la pianificazione del territorio viene fatta senza mettere in primo piano la persona (e diciamolo, viene fatta perché le grandi ditte che fanno questi lavori fanno confluire grandi fondi in nero al partito che ha assegnato la commessa), come possiamo aspettarci di avere qualcosa che non sia poi oggetto di immediato degrado? Qua si parla di preparare posti per persone che poi non avranno altri spazi per passare il tempo libero se non gli androni dei palazzi, o, in alternativa, posti a pagamento. È questo il futuro della città?

  3. Io non sono di Brescia,e tra l’abbattere un palazzo simbolo di degrado (che si Deve ristrutturare…)e una splendida pinacoteca,beh,anche un bimbo credo opti per la seconda,la Tosio Martinengo è un eccellenza,l’unica credo a Brescia,oltretutto stabile,nel senso che non ha bisogno di finanziamenti dallo Stato per mettersi in Mostra,come appunto i Maya,e le altre mostre passate,frutto di scelte per calamitare turisti ,su tematiche apprezzabili sì,ma lontane dall’interagire col tessuto culturale cittadino.Inoltre,un ‘appunto personale "fuori tema"ma non troppo…,perch&egra ve; la città di Brescia (che sappia io…)non ha Mai creato una mostra sul suo passato Veneziano di oltre 4 secoli,una mostra sul legame culturale che la lega indissolubilmente a Venezia?Inoltre…,p erchè mai un symposio su Arnaldo da Brescia? Antesignano dei Luterani,conosciuto nel mondo ma poco dai Bresciani(movida a parte…e modi di dire…)Lasciate stare S.Polo,miglioratelo, e pensate alle ricchezze culturali che avete.

  4. Interessanti i commenti del Sig.Luigi, che rimarcano una sorta di nebbia culturale in cui tante amministrazioni cittadine si sono perse. Il discorso vale per l’arte, per la storia, ma anche per la musica, dove a pesare è la quantità e non la qualità degli eventi offerti, peraltro totalmente disinseriti da un progetto di respiro culturale non meramente localistico.

  5. gli abitanti del Tintoretto non possono aspettare …la pinacoteca si!!! chi è contrario si compri un bell’appartamento nel Tintoretto e impari a tacere!

  6. gli abitanti del Tintoretto non possono aspettare …la pinacoteca si!!! chi è contrario si compri un bell’appartamento nel Tintoretto e impari a tacere!

  7. gli abitanti del Tintoretto non possono aspettare …la pinacoteca si!!! chi è contrario si compri un bell’appartamento nel Tintoretto e impari a tacere!

  8. Tu impara a dialogare, invece. Se abiti alla Tintoretto, vedrai che da aspettare ne avrai ancora parecchio. Operazioni come quella annunciata richiedono un lavoro che chi parla per slogan nemmeno si immagina. Per fare le cose, non basta annunciarle: bisogna sapere preventivare bene cosa si deve mettere in gioco per FARLE. Se no a parlare e basta, siamo buoni tutti…

  9. La "rivalutazione di S.Polo è una partita che interessa a tutti,non solo ai residenti;E’ lo specchio di valutazioni che in breve tempo si sono rivelate stravolte,a dir poco,è anacronistico giudicare ora ,quindi trent’anni dopo il concepimento ,cosa era meglio fare allora,al contrario di ora che ,alla luce dell’evoluzione ( di ogni genere )del tessuto sociale Bresciano ci risulta meno azzardato inventarsi soluzioni convergenti ad ogni "fazione", quindi anche la mia riflessione potrebbe apparire anacronistica./ Riguardo alla nebbia culturale delle passate e presenti amministrazioni non è mai troppo tardi per prendere coscienza-consapevol ezza-conoscenza- da mettere a disposizione dei cittadini,la storia fortunatamente non è solo scritta sui monumenti…,oppure il contrario…,non è solamente sui libri…,basta guardare,attorno,c’ è Venezia in Piazza Loggia,il Veneto in P.Arnaldo neoclassico,i grandi pittori Bresciani Foppa,Romanino,Moret to erano figli del periodo e scuola Veneziana,Benedetto Marcello ,grande compositore poeta Veneziano trascorse i suoi ultimi anni a Brescia ,dove ,almeno,c’è tutt’oggi il Conservatorio a lui dedicato;non basterebbe tutto ciò ( ed altro)per rendere ai Bresciani (ed a Venezia)quattro secoli per una Mostra?
    Arnaldo da Brescia…,parlarne a "spada tratta"in quel di Brescia,beh,c’&egra ve; poca compatibilità col pensiero di questo Riformista in questa terra clericale,ma il dialogo che ha sempre caratterizzato la cultura Bresciana (dei salotti..o sacrestie…)&egrave ; sempre stata la convergenza di intenti ed idee tra Clero e Laici,mi sono sempre chiesto perchè in questa città c’è sì un Monumento ( il più bello),ma un "raffronto,un dibattito sulla figura di Arnaldo ,che sappia io,non l’ho mai sentito.Arnaldo ,nella storia del Riformismo,assieme ad altri ( U.Zwingli- Elvetico)fu antesignano del pensiero,filosofia o dottrina come ci pare,anticipando di qualche secolo Martin Lutero.Io trovo in questa figura un aspetto profondo dei Bresciani che riescono sorprendentemente ad essere "clericali&quot ; essendo ,per natura,laici …,o il contrario…ma è uguale!
    Queste sono le mie riflessioni,sicurame nte opinabili,ma questo è il bello,vorrei che tanti scrivessero quello che sentono,sulla propia città,quartie re,storia,o quello che gli passa per la testa,aspettandosi repliche poichè solo con quelle potremmo evolverci.
    Luigi

  10. A Verona c’è una nuova legge sul commercio:premi urbanistici a chi recupera vecchi edifici per centri commerciali DENTRO la città…,cont rario di Brescia,e vuol anche dire che si evita di costruire brutte città,perifer ie senza identità o con un identità fin troppo omologata,con tutto quello che ne consegue…,

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