A2A, Rebecchi: “Pronta la mozione unitaria, serve un segnale forte per rilanciare l’azienda”

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(d.bacca) All’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì figurano le quattro mozioni sul futuro di A2A. In realtà se ne discuterà solo il 7 maggio, forse prima se servirà far passare più tempo tra l’assemblea comunale e l’assemblea della multiutility, fissata per il 29 maggio. Di cerro l’obiettivo è condensare le quattro mozioni presentate da Lega, Pd, Pdl e Udc in un unico documento. Regista di questo tentativo è Aldo Rebecchi, presidente della commissione comunale sulle partecipate. Con lui, nel gruppo di lavoro, anche l’assessore Fausto Di Mezza, il presidente della commissione Bilancio Fabio Capra e i quattro capigruppo dei partiti che hanno presentato le mozioni, Achille Farina (Pdl), Nicola Gallizioli (Lega), Andrea Bonetti (Udc) e Emilio Del Bono (Pd).

 

Presidente Rebecchi, a che punto è il lavoro?
Il testo è pronto, nelle scorse ore ho mandato la bozza di mozione unitaria ai membri del tavolo di lavoro. Dovremo trovarci lunedì o martedì per discuterne. Nelle nostro riunioni sono emersi molti punti convergenti e credo che il documento sia una buona sintesi. Conto che già la prossima settimana si possa discuterne in commissione. Sono cautamente ottimista che si riesca a trovare una posizione unitaria.

Quali sono i punti di convergenza?
Dividere l’energia dal business ambientale. Il primo resterebbe in capo a Milano, così come tutta la partita finanziaria, mentre Brescia recupererebbe la vocazione industriale di Asm occupandosi del ciclo dei rifiuti, del teleriscaldamento, del ciclo dell’acqua. Questo è l’asse su cui stiamo costruendo la mozione unitaria.

Ma in che modo si potrà operare questa ristrutturazione societaria, c’è chi propone lo spin off, chi la Super Edipower…
Io credo che la mozione debba dare delle linee di indirizzo, delle indicazioni di massima. Dobbiamo certo discutere del merito, ma senza entrare nei dettagli. Sarà la governance a dirci qual è la via migliore per raggiungere gli obiettivi che abbiamo indicato. Questa almeno è la mia opinione. Altri dicono che dovremmo dare indicazioni più precise. Vedremo.

Intanto il valore del titolo è al minimo storico. Dal 2008 ha perso quasi l’80 percento
Quel che è certo è che l’azienda è in un momento difficile. Il mercato ha bisogno di certezze e di un disegno strategico chiaro, per questo è importante dare un segno forte con una mozione unitaria, lasciando magari da parte certe divisioni. Dopo di che io faccio fatica a capire come il titolo possa essere sotto il valore nominale. Non stiamo parlando di una società di carta. E’ vero, ci sono i debiti, che sono tanti, ma oggi A2A è ampiamente sottovalutata: ci sono impianti, asset strategici, strutture. Si tratta di un’impresa industriale che va rilanciata.

Nel loro incontro i sindaci Paroli e Pisapia hanno varato la linea della sobrietà, annunciando una riduzione dei compensi. Restano però due consigli, uno di gestione e uno di sorveglianza, e 23 consiglieri. Non sono troppi?
Sono i numeri rigidi previsti dallo statuto, bisognerebbe cambiare le norme statutarie ma il tempo – da qui all’assemblea del 29 maggio non c’è. Ora è bene dar corso a ciò che è immediatamente modificabile,  riequilibrando i compensi a quelli delle altre società del settore. Poi si potrà operare sull’assetto della governance, tagliando le poltrone.

Il superamento del duale avverrà tra tre anni, dopo il trienno di Gestione in mani bresciane?
Immagino che vi sarà una fase transitoria in cui dovrebbero venire attuale le modifiche indicate nella mozione unitaria. Un percorso che dovrebbe concludersi nell’arco di tre anni.

Resta il nodo dividendi. Il 26 aprile il consiglio di sorveglianza approverà il bilancio e confermerà che quest’anno  arriveranno solo 11 milioni. C’è chi come l’assessore Di Mezza dice che Brescia si dovrà abituare a scrivere un bilancio senza dividendi. Che ne pensa?
Avere una grande azienda sul territorio che eroga servizi è importante. Ma i dividendi sono essenziali. Per questo bisogna recuperare una sana gestione della società.

E qui forse c’è uno dei punti di divisione tra i partiti in Loggia, il giudizio sull’attuale management
Diciamo che ci siamo concentrati sui punti di convergenza, ma credo che alla fine un giudizio sul lavoro fatto non possa essere eluso. Non è un segreto che per il Pd è assai deludente.

Alcune mozioni, come quella del Pdl, danno un netto giudizio negativo anche sulla fusione. Ve ne sarà traccia nella mozione unitaria?
Sono questioni delicate, che dobbiamo ancora valutare.

Infine il capitolo nomine. Cosa si aspetta?
E’ una prerogativa del sindaco Paroli, a lui oneri e onori. 

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  1. Ma presidente de che? Anni fa sono stato presidente di un ufficio elettorale di sezione (seggio elettorale) guai a chi adesso non mi apostrofa "Presidente&quo t;; anzi quasi quasi metto "Pres." davanti al mio nome sui biglietti da visita.

  2. La penalizzazione che il mercato infligge ad A2A coinvolge e travolge tutto: fusione, sistema duale, management, prospettive di business, crollo di produttività e reddditività, analisi dei ratios patrimoniali ed economici, struttura finanziaria. E qualcuno ha il coraggio di prefigurare una sorta di ritorno allo status quo, di fatto concedendo l’onore delle armi a Brescia. Qui gli errori sono tutti dei politici bresciani, di centrosinistra ma anche di centrodestra, a partire dalla fallacità dei business plan predisposti prima della fusione. Sarà bene ricordarlo agli elettori prima del 2013…

  3. I politicanti ( in questo caso quelli di sinistra ) hanno ammazzato l’ASM. Nella loro vita non è cambiato niente, ma nella vita dei cittadini tanto è cambiato. Vedi l’IMU, i servizi sociali, le manutenzioni dei beni pubblici, ecc. ecc.
    Sono disgustato.

  4. Dov’era il perito industriale, tuttologo ed esperto di economia aziendale, Rebecchi quando venne deciso il "killeraggio" di Asm. Mi sembra di ricordare che fosse in consiglio comunale, tra coloro che decisero le sorti della fu gloriosa Asm. Ora è qui a proporci soluzioni!

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