Negozi aperti il 25 aprile e il 1° maggio, sciopero di Cgil e Uil. La Cisl non aderisce

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Sciopero contro il lavoro nelle giornate del 25 aprile e 1° maggio. E’ quanto propongono ai lavoratori del commercio i sindacati Filcams Cgil e Uiltucs-Uil. Sarà però uno sciopero a macchia di leopardo dove l’adesione non sarà altissima. “Speravamo che da parte di istituzioni e associazioni di categoria ci fosse la disponibilità ad affrontare seriamente il problema per arrivare a una posizione condivisa e ma questo non è accaduto” spiega al Corriere Paolo Saccomani della Filcams. C’è da dire che dopo il decreto sulle liberalizzazioni, non vi sono armi a disposizione per regolare le aperture: ognuno in sostanza può fare ciò che vuole, tenendo aperto anche 7 giorni su 7, 24 ore si 24. I sindacati spiegano che però qualcosa andava comunque fatto perché “non si poteva far finta di nulla”.

Alla protesta non aderisce però la Cisl. “La battaglia contro le liberalizzazioni selvagge va combattuta ai tavoli istituzionali e nelle assemblee, non certo sulla pelle di chi lavora e si trova gioco forza a dover decidere da solo cosa fare” spiega Alberto Pluda, Segretario generale della Fisascat Cisl di Brescia, che motiva così la decisione di non aderire allo sciopero nazionale di otto ore dei lavoratori del commercio indetto in occasione del 25 aprile e del Primo Maggio.

“Venerdì scorso – aggiunge Pluda – abbiamo fatto un’assemblea con i lavoratori degli esercizi commerciali di Brescia proprio per capire cosa fare per contrastare il decreto sulle liberalizzazioni. Anche in quella occasione è emerso chiaramente che non si possono buttare sulle spalle degli occupati in questo settore decisioni che dovendo essere assunte individualmente sarebbero inevitabilmente penalizzanti. Queste sono le ragioni per cui non aderiamo allo sciopero, strumento che tra l’altro, in questo momento di difficoltà per il settore, non è proprio un’idea brillantissima”.

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UN COMMENTO

  1. Finchè i loro iscritti non capiranno che pagano 2 volte la tessera non se ne verrà mai a capo. Precisamente la prima volta la pagano come atto dovuto perchè iscritti, e la seconda volta per tutte le fregature che hanno preso in questi anni i lavoratori grazie alle coperture di questo sindacato a Governi e lobbie di potere.

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