La Regione boccia l’ampliamento del porto privato di Pilzone approvato dal Comune di Iseo

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Con un comunicato Legambiente annuncia la decisione della Regione Lombardia di chiedere lo svolgimento della Valutazione di Impatto Ambientale sull’ampliamento del porto privato di Pilzone.

Il 10 Settembre scorso avevamo consegnato le osservazioni di Legambiente sul progetto di ampliamento del porto privato di Pilzone rilevando che l’approvazione del Comune d’Iseo era affrettata e sbagliata  e che, visto il particolare contesto ambientale e paesaggistico dell’area di Monte Colino, era necessaria una Valutazione d’Impatto Ambientale.  Cosi è stato!

 

 L’unità Operativa dell’Assessorato all’Ambiente della Lombardia in data 10/4/2012 dopo aver concluso i suoi accertamenti ha decretato che “in considerazione delle caratteristiche del progetto nonché della sensibilità ambientale e paesaggistica del contesto, i potenziali impatti sono tali da richiedere lo svolgimento della Valutazione d’Impatto Ambientale”. (sito web www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/)

 

La superficialità e la scarsa sensibilità ambientale con cui il Comune d’Iseo aveva  approvato il progetto di ampliamento del porto privato di Pilzone è stata corretta dalla Regione. Attualmente vi sono 66 posti barca. Dopo l’ampliamento (che triplica gli spazi attuali) ve ne saranno quasi 200. Il progetto presentato dice che attualmente ve ne sono 38 e dopo l’ampliamento i posti diventeranno 81, quindi 120 in meno della realtà.

Inoltre il porto ampliato sporgerebbe complessivamente di ben 130 mt. dalla riva.

 

 L’impatto viabilistico è stato sottovalutato, i parcheggi che dovevano sostenere i nuovi flussi di traffico sono inseriti dentro un’altro progetto quello delle nuove residenze al Piò. Ma quali e quanti parcheggi deve ospitare la “Coop Sebina” che sta cercando adesioni al progetto di 29 appartamenti di edilizia convenzionata? Quelli per gli inquilini, quelli che si presume siano per le barche visto che sono alti 5,70 mt. e quelli dei privati che vanno al porto?

 

Insomma gli effetti sulla flora, sulla fauna, sul rumore, sul traffico in via Giovanni 23 e sul paesaggio sono stati sottovalutati. Va quindi rifatto il progetto,  va  almeno dimezzato il numero dei posti barca e, trattandosi di un progetto ad alta sensibilità ambientale, sarebbe opportuno che venga ricompreso nel PGT  se no a cosa serve un nuovo Piano Urbanistico del Territorio?

 

  Quale pianificazione urbanistica  si sta facendo se il maxi “polo nautico” di Pilzone (ampliamento del porto privato e riconversione dell’ex retificio NK) ne sono esclusi? L’amministrazione comunale d’Iseo pensa ad un ulteriore  sviluppo delle attività nautiche a motore ma il lago è già malato ed inquinato e ha bisogno di non essere ulteriormente messo sotto pressione. Serve una utilizzazione più sostenibile con meno barche a motore, come sui laghi del nord Europa e pensavamo che l’amministrazione comunale a questo si ispirasse nel suo programma elettorale.

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