La produzione industriale torna a crescere, ma solo dello 0.3%. Prospettive ancora negative

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Nei primi tre mesi del 2012 l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato un lieve incremento, dopo le flessioni sperimentate nelle due ultime rilevazioni. La dinamica economica locale ha tratto giovamento dalla domanda proveniente dai mercati esteri, che rimangono l’unico vero sostegno al made in Brescia, mentre quella nazionale, complici le misure di austerità approvate dal Governo, si conferma particolarmente debole. E’ quanto emerge da un’indagine del centro studi Aib effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. 

Nel dettaglio, la produzione industriale bresciana evidenza un aumento congiunturale dello 0,3 per cento, mentre il tasso tendenziale è pari a meno 3,1 per cento. Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2012, è pari a meno 2,7 per cento.

La distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) risulta ancora molto ampia (meno 24,6 per cento); il recupero dai minimi (estate 2009) è di più 5,4 per cento.

Le prospettive per i prossimi mesi propendono per una contrazione della produzione, della manodopera e della domanda interna; meno pessimistiche le aspettative relative agli ordini provenienti dai mercati comunitari ed extracomunitari.

Il contesto internazionale appare caratterizzato da un’elevata incertezza e da dinamiche estremamente differenziate: l’area euro, su cui pesano le difficoltà dei Paesi periferici, si conferma come la più debole, mentre segnali di consolidamento della ripresa giungono dagli Stati Uniti e dai BRIC.

  

  • La disaggregazione della variazione della produzione per classi dimensionali mostra incrementi produttivi superiori alla media per le imprese di maggiori dimensioni (+7,5%), per le grandi (+3,4%) e per le medio-grandi (+3,2%). Incrementi inferiori alla media si registrano per le imprese medio-piccole (+0,1%), mentre i più penalizzati nel trimestre sono stati gli operatori piccoli (-1,3%) e micro (-2,7%). 
  • La segmentazione per settore della performance congiunturale evidenzia una significativa eterogeneità fra i comparti manifatturieri. L’attività produttiva è infatti aumentata nei settori: metallurgico e siderurgico (+4,2%), tessile (+2,7%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+2,2%), chimico, gomma e plastica (+1,2%). È invece diminuita nei comparti: agroalimentare e caseario (-0,2%), maglie e calze (-0,9%), calzaturiero (-1,6%), legno e mobili in legno (-2,3%),  meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-2,5%), carta e stampa (-3,4%), materiali da costruzione ed estrattive (-5,7%), abbigliamento (-8,5%).
  • Il modesto incremento della produzione ha comportato un lieve innalzamento del tasso di utilizzazione della capacità produttiva. Il livello di utilizzo degli impianti è infatti salito al 65% dal 63% del trimestre precedente, contro il 69% del primo trimestre 2011.
  • Le vendite sul mercato italiano sono diminuite per il 33% delle imprese, aumentate per il 21% e rimaste invariate per il 46%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono diminuite per il 18% degli operatori, aumentate per il 30% e rimaste stabili per il 52%; quelle verso i Paesi extra UE sono calate per il 12%, cresciute per il 24% e rimaste invariate per il 64% del campione.
  • I consumi energetici sono aumentati per il 28% degli operatori, con una variazione media positiva dello 0,9%.
  • Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle necessità aziendali dall’81% delle imprese; le scorte di materie prime sono giudicate normali dall’85% del campione.
  • I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti per il 45% delle imprese, con un incremento medio del 2,4%. I prezzi di vendita dei prodotti sono stati rivisti al rialzo dal 10% delle aziende, con un aumento medio dello 0,2%. 
  • Il costo del lavoro è cresciuto per il 19% delle aziende ed è rimasto invariato per il 78%. Gli investimenti effettuati nel trimestre sono diminuiti per il 27% delle imprese e rimasti costanti per il 66%.
  • Le prospettive per i prossimi mesi sono negative: l’attività produttiva è infatti prevista in diminuzione dal 27% delle imprese, stabile dal 58% e in aumento dal 15%. Le aspettative sono pessimistiche nei comparti: abbigliamento, agroalimentare e caseario, calzaturiero, carta e stampa, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto; sono più ottimistiche per gli operatori dei settori chimico, gomma e plastica, maglie e calze, meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche. Con riferimento alle classi dimensionali, le aspettative più negative giungono dalle imprese medio-grandi e maggiori, mentre segnali di tenuta provengono da quelle medio-piccole.
  • Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono previsti in diminuzione dal 36% delle imprese, stabili dal 54% e in aumento dal 10%; quelli dai Paesi UE sono attesi in flessione dal 20% degli operatori, invariati dal 63% e in crescita dal 17%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari dovrebbero crescere per il 20% del campione, rimanere stabili per 62% e diminuire per il 18%. Le aspettative sulla forza lavoro rimango piuttosto pessimistiche, con un saldo negativo del 12% fra operatori che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione.

 

L’andamento per settore

§  Abbigliamento
La produzione del settore è diminuita dell’8,5% rispetto al quarto trimestre 2011. La variazione tendenziale è negativa: -9,7%. I consumi energetici hanno registrato un calo del 7,9%. Le vendite sono diminuite sia sul mercato interno che su quelli esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti del 5,6% e i prezzi di vendita sono calati del 3,3%. Le prospettive a breve sono decisamente negative per la produzione e la manodopera; moderatamente negative per le altre variabili.

§  Agroalimentare e caseario
Il settore evidenzia una flessione della produzione pari a -0,2% sul periodo precedente; la variazione tendenziale è positiva e pari a +5,2%. I consumi energetici hanno subito una crescita dello 0,2%. Le vendite in Italia sono rimaste pressoché invariate, mentre sono aumentate quelle verso i mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti del 6,5%, mentre i prezzi di vendita sono aumentati dello 0,9%. Le aspettative abreve sono moderatamente negative per tutte le variabili, ad eccezione della manodopera che è prevista stabile. 

§  Calzaturiero
Il settore registra un calo dell’attività produttiva dell’1,6% rispetto al trimestre precedente; la variazione tendenziale è pari a – 3,5%. I consumi energetici sono diminuiti dell’1,2%. Le vendite sono aumentate in Italia e diminuite all’estero, soprattutto nei Paesi extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,3%, mentre i prezzi di vendita sono rimasti invariati. Le previsioni a breve sono negative, soprattutto per produzione, manodopera e ordini dai Paesi extra UE.

§  Carta e stampa
Le imprese del settore hanno dichiarato una flessione della produzione rispetto al trimestre precedente (-3,4%); la variazione tendenziale è molto negativa (-12,5%). I consumi energetici sono calati dell’1,5%. Le vendite sono diminuite in Italia e rimaste invariate sui mercati esteri. I costi di acquisto sono diminuiti dello 0,2% e i prezzi di vendita sono calati dello 0,7%. Le attese a breve sono negative per produzione, manodopera e ordini dall’interno; stabili per le altre variabili.

§  Chimico, gomma e plastica
La produzione del settore ha registrato un incremento dell’1,2% rispetto agli ultimi mesi del 2011, determinando una variazione tendenziale positiva del 3,0%. I consumi energetici sono aumentati del 2,0%. Le vendite sono rimaste stabili sul mercato nazionale, mentre sono aumentate sui mercati esteri.  I costi di acquisto delle materie prime hanno riportato un brusco incremento (+6,6%), a fronte di un più modesto rialzo dei prezzi di vendita (+0,5%). Le prospettive a breve sono positive per tutte le variabili, eccetto che per gli ordini dai Paesi UE.

§  Legno e mobili in legno
L
a produzione nel settore è calata del 2,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso. I consumi energetici sono diminuiti del 2,1%. Le vendite sono diminuite in Italia, aumentate nei mercati UE, mentre nei mercati extra UE non hanno subito variazioni significative. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dello 0,1%, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,4%. Le prospettive a breve sono stazionarie per produzione, manodopera e ordini dai Paesi extra UE; sono negative per gli ordini dall’interno e dai Paesi UE.

§  Maglie e calze
La produzione nel trimestre ha subito una flessione congiunturale dello 0,9%. La variazione tendenziale è negativa (-1,5%). I consumi energetici sono rimasti invariati. Gli operatori del settore hanno rilevato vendite in diminuzione in Italia e nei mercati comunitari, mentre sono in aumento quelle nei Paesi extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dell’1,6% e i prezzi di vendita sono cresciuti dello 0,1%. Le aspettative a breve sono positive per tutte le variabili, ad eccezione della manodopera prevista stabile.

§  Materiali da costruzione ed estrattive
Le imprese del settore evidenziano una flessione congiunturale della produzione del 5,7%; rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la variazione è di -6,4%. I consumi energetici sono calati del 4,7%. Le vendite sono diminuite sia in Italia che all’estero. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 3,4%, mentre i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono cresciuti dell’1,8%. Le prospettive a breve sono negative per tutte le variabili, ad eccezione degli ordini dai Paesi extra UE previsti in leggero aumento.

§  Metallurgico e siderurgico
Le imprese del comparto hanno rilevato un incremento dell’attività produttiva pari a +4,2% sul trimestre precedente; la variazione rispetto ai primi tre mesi del 2011 è di -6,7%. I consumi energetici sono aumentati del 4,5%. Le vendite sono cresciute, sia sul mercato nazionale sia su quelli esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati (+3,1%), così come i prezzi di vendita (+1,6%). Le aspettative a breve sono negative per tutte le variabili, ad eccezione della manodopera.

§  Meccanica di precisione e apparecchiature elettriche
L’attività produttiva del settore ha subito una flessione del 2,5% nei confronti della rilevazione precedente; il tasso tendenziale è negativo (-5,8%). I consumi energetici sono diminuiti in linea con la produzione. La dinamica delle vendite è negativa per il mercato nazionale e i Paesi UE; sui mercati extra UE le vendite sono rimastre pressoché invariate. I costi delle materie prime sono cresciuti dell’1,4%, i prezzi di vendita sono rimasti invariati. Le prospettive a breve sono positive, soprattutto per quanto riguarda la produzione e gli ordini provenienti dai mercati esteri.

§  Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto
Il settore ha registrato una variazione congiunturale della produzione di +2,2% mentre la tendenziale riporta un -1,6%. I consumi energetici sono incrementati del 2,9%. Le vendite sono rimaste sostanzialmente stabili in Italia, mentre sono aumentate nei Paesi UE ed extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 3,2% e i prezzi di vendita sono rimasti invariati. Gli operatori del comparto prevedono nel breve periodo un decremento della produzione, della manodopera e degli ordinativi interni.

§  Tessile
La dinamica congiunturale dell’attività produttiva nel comparto è positiva (+2,7%), mentre il tasso tendenziale è pari a -4,5%. I consumi energetici sono aumentati del 3,6%. Le vendite sono diminuite in Italia e, invece, aumentate sui mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dell’1,0% e i prezzi di vendita hanno subito un rialzo dell’1,1%. Le previsioni a breve sono negative per la produzione e gli ordini nazionali e comunitari; sono stabili quelle per la manodopera e gli ordinativi extra UE.

  

 

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