Le scuole si fanno teatro. Riparte il progetto “Inventari superiori in rete”

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Gli studenti bresciani tornano a calcare le scene con Inventari superiori, progetto dell’associazione culturale no profit Viandanze – Culture e pratiche teatrali, promosso in collaborazione con gli assessorati alla Cultura dei Comuni di Ghedi, Brescia e Desenzano. Il progetto è sostenuto anche dall’Assessorato al Volontariato della Provincia di Brescia, è patrocinato dall’Ufficio Scolastico Territoriale e ha tra i principali sponsor Fondazione Asm, Bcc Agrobresciano e Ctb – Centro teatrale bresciano.

La rassegna, la cui direzione artistica spetta a Fausto Ghirardini, presidente di Viandanze, prende avvio dal polo di Ghedi, al Teatro Gabbiano dal 3 al 8 maggio alle 21, dove convergono soprattutto gli istituti superiori della Bassa e dove la risposta del pubblico è sempre stata notevole negli ultimi sette anni. Quest’anno il festival assume qui una connotazione sociale, ponendo l’attenzione del pubblico e stimolando la sensibilità dei giovani su alcuni temi di carattere attuale.

In scena per primo il liceo Capirola, capofila del progetto per Ghedi, con il celebre “Decameron”, in replica il giorno successivo alle 10.15 per le scuole e martedì 8, a conclusione della rassegna, sempre alle 21. Venerdì 4 maggio sarà la volta dell’istituto Don Milani con la commedia di Molière “Il borghese gentiluomo”, mentre sabato 5 sarà Viandanze (alle 10.15 e alle 21) a mettere in scena “Sento us”, spettacolo dedicato al tema dell’affido giovanile tratto dal libro di Claudio Bedussi. Le “us” sono le voci dei “cento ragazzi” passati dalla Casa del fanciullo di Bogliaco, dal ’69 al ‘74. Domenica 6 il Teatro Gabbiano ospiterà il liceo Arnaldo con “L’asino d’oro” di Apuleio, divertissement teatrale, mentre lunedì 7, alle 10.15 per le scuole e alle 21 per il pubblico, sarà sul palco la compagnia Il quadrifoglio fiorito di Ghedi con “Tommasetto”, storia di formazione raccontata da abili e diversamente abili, insieme in scena.

Inventari superiori si sposterà poi a Brescia, dove sarà ospitato dal 15 al 24 maggio al Teatro Santa Giulia del Villaggio Prealpino. La premiazione si svolgerà invece al Teatro Sociale, domenica 27 maggio, dove la Compagnia di teatro danza “Balletto Civile” presenterà lo spettacolo “Il sacro della Primavera”, tratto da “La sagra della primavera” di Igor Stravinskij e vincitore del Premio Roma Danza 2011. Ultima tappa sarà Desenzano, con appuntamento al Teatro al Castello dal 26 al 31 maggio.

Inventari superiori, rassegna nata 19 anni fa a Desenzano del Garda, apertasi nel 2005 alla comunità di Ghedi e approdata a Brescia nel 2009, diventata negli anni un vero e proprio festival, si propone di valorizzare il meglio dell’esistente nell’ambito della produzione teatrale curata attraverso specifici laboratori negli istituti superiori di tutta la provincia di Brescia, proponendo percorsi nuovi e originali legati a quell’esperienza formativa ed estetica del fare teatro con i giovani. Proponendo la scuola superiore come produttrice di cultura, il progetto appartiene e si radica in quel territorio ed in quella comunità disposti ad accogliere e a dare voce agli studenti che attraverso il teatro vogliono raccontare il proprio vissuto, la propria visione del mondo, le proprie storie. Agli spettacoli prodotti dalle scuole, Viandanze affianca anche produzioni professionali di compagnie o artisti particolarmente vicini, nelle tematiche e nella ricerca sul linguaggio teatrale, all’immaginario giovanile.

Il progetto è ora maturo per una nuova fase di crescita, di apertura e collaborazione con altre realtà scolastiche e territoriali. E’ sulla base di tali presupposti che uno degli spettacoli in programmazione a Brescia, “Un angelo viene a Babilonia”, presentato dal liceo scientifico Calini, replicherà il 5 giugno al Teatro delle Ali di Breno, in vista di un’apertura del progetto alla Valcamonica. Inventari in rete mette insomma in risalto e offre visibilità anche quest’anno alle esperienze espressive degli studenti, per creare occasioni di incontro e di scambio, per far crescere un tessuto culturale nel quale siano i giovani ad essere i tessitori di una cultura legata al loro immaginario.

 

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