Gussago, otto candidati per la poltrona di sindaco. Palermo (Lega): “Noi gli unici credibili”

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Sindaci al rinnovo
Sindaci al rinnovo

Domenica e lunedì saranno 12 i comuni bresciani chiamati al voto. Tra questi anche Gussago che, dopo il travagliato addio della precedente amministrazione, è ora chiamato a scegliere il successore di Lucia Lazzari. Tra spaccature di vecchie alleanze e voglia di nuovo, sono ben otto i candidati sindaco, un vero record per il comune franciacortino. E sebbene la popolazione abbia superato da un pezzo i 15mila abitanti, fa fede ancora il vecchio censimento del 2001, per cui nessun doppio turno. Il rischio è che vinca la frammentazione e che il futuro primo cittadino sia eletto con una quota di voti poco rappresentativa dell’intera popolazione.

In lizza ci sono l’ex sindaco Bruno Marchina (Gussago Insieme); l’ex capogruppo del Pd Damiano Ceretti (Con Voi); Carlo Colosini (Sinistra a gussago-Progetto bene comune); Giorgio Veneziani (Pro Lombardia Indipendenza Güsach); Ilaria Marchina (Pdl- Ilaria Marchina sindaco); Roberto Giordano Loda (Noi di Gussago); Francesco Palermo (Cattolici e democratici-Lavoro e tradizione).

Abbiamo incontrato quest’ultimo che corre sotto il simbolo della Lega Nord e che rivendica, rispetto alla precedente amministrazione, una “continuità” (l’ex sindaco Lazzari è nella sua lista) ma anche un cambio di passo. 37 anni, avvocato e docente all’Università Cattolica di Milano, dove, dal 2003, collabora alla cattedra di diritto tributario nella facoltà di Giurisprudenza, Palermo è stato difensore civico nella precedente amministrazione. Insieme a Palermo anche Matteo Codenotti, assessore per pochi giorni e ora in lista a sostegno del giovane avvocato.

Perché i gussaghesi dovrebbero votarvi?
Perché la nostra è una proposta competente e concreta. Abbiamo il vantaggio di porci in continuità con l’amministrazione Lazzari, per cui potremo essere subito operativi. Inoltre siamo gli unici credibili. La Lega corre da sola anche per rimarcare la distanza dal governo Monti che sta massacrando i comuni e le famiglie. Gli altri partiti quando parlano di sociale, famiglia e tasse scontano il contrasto tra quel che dicono a livello locale e quel che votano a livello nazionale.

Avete parlato di “continuità”, ma in molti dicono la vostra occasione l’avete avuta e l’avete usata male. Che giudizio dà della caduta della giunta Lazzari?
Sul piano giudiziario ci sono accuse inconsistenti, come credo verrà presto alla luce. Nel metodo è rimasta una ferita nella democrazia. Non vi è stato alcun confronto in consiglio comunale ma una dimissione di massa di 11 consiglieri su 20, 4 di maggioranza, 3 del Pdl e uno della Lega. La Lega è stata l’unica forza che ha avuto la forza di censurare questi comportamento, con l’espulsione del suo militante. Il Pdl è rimasto a guardare. Diciamo che abbiamo avuto la capacità di reagire e fare pulizia. Forse avremmo dovuto farlo prima.

Torniamo alla “continuità”. Voi avete indicato tre criticità sulle quali continuare a lavorare: Richiedei, piscina, salute dei cittadini.
Il Richiedei è stato acquistato nel 2009 quando tutti dicevano che era tecnicamente fallito; dà lavoro a 347 persone ed è un patrimonio dei gussaghesi. L amministrazione Lazzari si è fatta in quattro per studiare un piano di rilancio. Siamo passati da una perdita di 3.4 milioni l’anno a 900mila euro e l’obiettivo è raggiungere il pareggio nel 2013. Noi vogliamo proseguire sulla strada del risanamento, sapendo che i danni degli anni passati hanno nomi e cognomi, ad iniziare dalle amministrazioni che hanno nominato i cda che hanno portato la struttura al collasso finanziario.

Questione piscina…
Il centro sportivo è nato su una convenzione capestro firmata dall’amministrazione Marchina che oggi pesa come un macigno per il bilancio del Comune. Doveva costare 5 milioni e invece ne è costati 8.5, doveva essere a costo zero e invece c’è un canone annuo. Facendo salvi i servizi, da cui non si può prescindere, quel che bisogna fare è ridiscutere la convenzione.

Salute dei cittadini
Penso alla centrale a biomasse. Non va fatta. Agiremo anche a livello sovracomunale, come abbiamo già fatto. Abbiamo detto chiaro e tondo al nostro assessore provinciale (il leghista Stefano Dotti, ndr) che non vogliamo insediamenti che nulla hanno a che fare con mondo agricolo. Per di più senza alcuna compensazione. Insomma, venderemo cara la pelle, perché è la pelle dei nostri cittadini.

Parliamo un po’ di programma. Ci dica due o tre punti qualificanti della sua proposta di governo
La valorizzazione delle frazioni, anche dal punto di vista urbanistico, correggendo il Pgt in modo da valorizzare le istanze delle famiglie o ricucendo alcune aree, come il Bodutto, a sud di Gussago; la soluzione di alcuni problemi viabilistici, legati in particolare al traffico d’attraversamento; creare un coordinamento tra le attività produttive, i commercianti, gli artigiani; rendere più organiche alcune iniziative, Movida, Gran Galà dello Spiedo, Festa dell’Uva e la Festa della Caccia. Penso anche che una parte dei ricavi di questi eventi possa essere destinata ad alcune opere pubbliche, come la sistemazione del sagrato della chiesa.

Un’idea che le piacerebbe realizzare?
Valorizzare la Santissima, recuperando finanziamenti anche a livello europeo e portando avanti il piano strategico Terre di Franciacorta. Di certo per noi non si vende, come ha proposto qualcuno. Deve restare patrimonio dei gussaghesi.

Domenica si vota. Che campagna elettorale è stata?
Una campagna elettorale sobria, senza pranzi, cene o feste. Il nostro budget era di soli 3mila euro. Abbiamo però volantinato casa per casa, io e i candidati della lista, spiegando progetti e idee. E’ stata una esperienza importante.

 

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