Posta elettronica certificata, ecco cos’altro vi serve sapere

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Nella terza puntata della rubrica "A scuola di informatica e di web" – promossa da Servizi Internet in collaborazione con Bsnews.it – si torna a parlare di posta elettronica certificata. La posta elettronica è uno dei servizi più antichi di Internet e dalla sua nascita non è cambiata molto a livello tecnico. L’unica grande novità arrivata negli ultimi anni, e solo per l’Italia, è stata la Posta elettronica certificata, che ha dato alle mail scambiate tra caselle Pec il valore legale di una raccomandata con mittente e destinatari certificati. Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, ma preferiamo rispondere ancora ad alcune delle domande più importanti che possono sorgere all’utilizzo della Pec. La più importante guida disponibile su Internet, dove trovare tutte le informazioni, è www.guidapec.it

La Pec è uno strumento per l’uso quotidiano?

Difficile rispondere a questa domanda. In realtà la Pec è uno strumento abbastanza scomodo in molti casi, ad esempio quando si vuole "scorrere" un elenco di email e trovare al volo quello che ci serve. L’oggetto delle email Pec è sempre molto simile e non è facile trovare quello che si cerca a "colpo d’occhio".

La cosa migliore sarebbe usare la Pec solo quando siamo sicuri che il destinatario del nostro messaggio usa una casella Pec. I messaggi Pec verso caselle non Pec possono infatti generare confusione, soprattutto nelle persone che non usano questo strumento abitualmente.

Nell’articolo precedente (vedi qua) avete scritto che il deposito obbligatorio per aziende e professionisti iscritti all’albo di una casella di posta elettronica certificata presso la Camera di Commercio è gratuito. Cosa succede se voglio modificarla?

Per ora anche la modifica della casella Pec è gratuita. La legge però non si esprime in merito ed è possibile che in futuro le Camere di commercio mettano il servizio di modifica dell’indirizzo depositato a pagamento.

E’ importante tenere aggiornato il proprio indirizzo Pec depositato. Per questo occorrere sceglierlo con cura, a partire dal nome di dominio.

Perché è importante la scelta del nome di dominio?

Il nome di dominio non è solo l’indirizzo con cui siamo raggiungibili su Internet, ma anche il biglietto da visita. Per questo nella maggior parte dei casi il nome di dominio di un sito internet include il nome dell’azienda. Non solo: avere il proprio nome di dominio e dedicarlo anche alla ricezione della Pec permette di avere più indipendenza e di cambiare fornitore senza troppi problemi. E’ consigliabile, anche se potrebbe costare di più, di usare quindi un dominio di terzo livello (pec.vostrazienda.it) o registrarne uno nuovo (pec-vostrazienda.it).

Questo vi mette al riparo sia dalla chiusura imprevista di un fornitore sia da possibili disservizi e desiderio di cambiare gestore.

Ci sono strumenti che semplificano l’uso della Pec?

La Pec si può usare con tutti i programmi di posta elettronica e via webmail. L’uso di Thunderbird, programma di posta elettronica gratuito e open source, permette di aggiungere il componente ThunderPEC che semplifica la visualizzazione delle buste dei messaggi.

Restano invece tutti i problemi di visualizzazione dei messaggi, di gestione quando il numero è elevato, di archiviazione.

Nello scorso articolo avete scritto che la Pec ha valore legale. Potete specificare meglio?

Il valore legale della Pec è dato dal fatto che viene certificato l’invio e la ricezione di un messaggio tra due caselle Pec. Il valore è paragonabile a quello della raccomandata: viene certificata la consegna e non la lettura.

Il problema è la certificazione del contenuto del messaggio: in un eventuale ricorso al tribunale risulterebbe difficile per il mittente provare davanti a un giudice di aver mandato un determinato contenuto. Il gestore Pec tiene solo copia delle ricevute di invio e consegna, del nome file degli allegati e non copia del contenuto scritto e allegato.

Avete scritto che la Pec riceve anche la posta normale. Ho provato, ma non è così.

Non è vero che la Pec riceve anche la posta normale, ma può riceverla. La Pec nasce per la sola lettura di Pec, ma può anche ricevere la normale: se non avete cambiato la configurazione iniziale, quindi, non potete ricevere i messaggi tradizionali.

Se qualcuno vi scrive dalla casella tradizionale alla casella Pec, il mittente riceve un messaggio di errore di non facile comprensione. Vi consigliamo quindi di impostare la vostra casella Pec per ricevere anche i messaggi tradizionali o per ridirezionarli verso una casella di posta elettronica tradizionale.

Posso usare la Pec per comunicare con la Pubblica amministrazione?

Sì, perché la Pubblica amministrazione è obbligata ad avere caselle Pec.

La Pec e la Cec – Pac sono la stessa cosa?

No. La Cec – Pac è una casella che i cittadini possono richiedere gratuitamente e serve solo ed esclusivamente per comunicare con la Pubblica amministrazione. Non può comunicare con altre caselle Pec.

Alcuni professionisti provano a depositare una casella Cec – Pac al proprio Ordine. A volte l’Ordine le accetta, così facendo crea confusione.

La Cec – Pac è infatti una casella destinata ai cittadini intesi come persone, quindi non si può usare come Pec aziendale. La casella Cec – Pac non può comunicare con le caselle Pec.

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