Cogeme, conti in ordine e nuova squadra. Il neopresidente Fogazzi: quotazione in Borsa tra le priorità

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(a.t.) Dopo nove anni Cogeme cambia guida. Gianluca Delbarba – nel corso di una conferenza stampa convocata nella mattinata di oggi a Rovato e ancora in svolgimento – ha passato ufficialmente il testimone al leghista Dario Fogazzi (classe 1956), nuovo presidente della multiutility rovatese e già vicesindaco del Comune che detiene la maggioranza delle quote dell’azienda tra il 1994 e il 2002. Ma Delbarba proseguirà il suo impegno in azienda come consigliere di amministrazione. Con lui, nel cda, Marco Bonandrini, Mirco Guidetti e l’uscente Eugenio Taglietti. Mentre a fare l’amministratore delegato di Lgh (di cui Cogeme detiene circa il 30 per cento delle quote) sarà – salvo sorprese – il rovatese Alessandro Conter, già candidato sindaco per il Pdl a Rovato (la decisione lunedì).

Nell’occasione la società ha presentato anche il bilancio 2011, che si chiude con un utile d’esercizio di 4,7 milioni, con ricavi consolidati di 40,7 milioni, Mol a 9,7 milioni e reddito operativo a 3,5 milioni. I dividendi per i soci sono di 3 milioni di euro, a cui si sommano 150mila euro destinati alla Fondazione Cogeme, il braccio sociale dell’utility. Mentre 1,6 milioni sono stati accantonati. Nell’ultimo triennio l’azienda ha investito 33 milioni nell’idrico, 17 nei servizi territoriali e 9,4 nell’idrico. Ad oggi il gruppo conta 155 dipendenti, a cui si aggiungono i 1.331 di Lgh. Oggi Lgh è il sesto operatore nazionale nel campo servizi (568 milioni di fatturato, 108 milioni di Mol, 10 milioni di dividendi, 256 milioni di patrimonio netto).

“Esprimo soddisfazione per come l’assemblea ha gestito la transizione”, ha detto Delbarba, “il cambiamento è stato costruito con un consenso molto ampio nell’assemblea degli azionisti. A me resta la soddisfazione di poter continuare l’esperienza in questo gruppo e di veder nominato presidente un amministratone che mi ha accompagnato negli ultimi tre anni. Ci aspettano fasi difficili, ma sono convinto che le supereremo. Al di là delle opinioni ci sono i numeri”, ha concluso con orgoglio, “e mi piace sottolineare che durante il mio mandato il patrimonio è passato da 41,5 milioni a 79,3, mentre i dividendi sono stati di circa di 16 milioni nel triennio”.

A tracciare le prospettive per il futuro ci ha pensato invece il neo presidente Fogazzi, che ha subito annunciato “l’obiettivo di quotare la società in Borsa, pur mantenendo il controllo pubblico, anche per risolvere i problemi legati alle gare sulla gestione del servizio rifiuti” (per quanto, ha sottolineato Delbarba si tratti di un settore numericamente marginale rispetto al business aziendale).. Tra le altre priorità quella di “consolidare a Rovato il polo ambientale ed energetico di Lgh” ma anche l’impegno “a non realizzare impianti nei Comuni soci storici”. Mentre per quanto riguarda il gas l’idea è quella di “definire una strategia per restare nel settore, anche attraverso partnership” e per il servizio idrico integrato l’azienda continuerà a “lavorare sull’ipotesi di un gestore unico della Provincia di Brescia”.

NEL POMERIGGIO I VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA 

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  1. La quotazione in borsa è stato l’inizio della fine dell’ex asm, ora a2a. A quanto pare pure Cogeme si sta avviando verso la medesima via. Ma perchè l’esperienza non insegna?

  2. Perché se non quotano in borsa non possono partecipare alle gare per la gestione rifiuti causa sentenza del Consiglio di Stato, il che vorrebbe dire perdere un settore da 25 milioni di euro l’anno, più il destino incerto dei lavoratori, più la possibilità che i rifiuti di Rovato vengano gestiti da una ditta di Hong Kong che vince l’appalto. La quotazione in borsa è una cosa negativa? Sicuramente, ma è colpa della legge dello Stato italiano che impedisce alle 100% comunali di partecipare alle gare coi privati, non certo di Cogeme che farebbe volentieri a meno di vendere alla Pippo SpA di Induno Olona 🙁

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