Bilancio regionale, Girelli (Pd): nemmeno con l’assestamento la Regione risponde alla crisi

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“È un assestamento al bilancio che non risponde alla fase storica di crisi che la Lombardia sta vivendo. È sempre più chiaro che questa amministrazione regionale non ha più nulla da dire e che per il bene dei lombardi sarebbe ora di andare a nuove elezioni”. È questo il giudizio del consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli all’assestamento di bilancio regionale 2012, approvato oggi in Consiglio regionale. “Temiamo che non sarà così – ha aggiunto Girelli, il cui gruppo aveva presentato un emendamento, bocciato dalla maggioranza, per far mettere a bilancio le risorse per le elezioni anticipate – ma è ormai urgente che, anche in un’ottica di spending review, il Consiglio approvi la riforma della sanità regionale, con l’efficientamento dei servizi e la modifica del sistema dei ticket nel segno dell’equità. Inoltre – conclude – va fatta presto la riforma elettorale, che è ancora ferma ai blocchi di partenza”.

Positivo, invece, il giudizio sull’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno bipartisan, di cui Girelli è firmatario, che prevede che la Regione trovi risorse per alleviare la grave situazione delle carceri lombarde, attestata anche dalle recenti visite della commissione speciale. Il sovraffollamento, con una popolazione carceraria di 9500 unità a fronte di una capienza di 4350 posti, e le difficili condizioni logistiche e ambientali in cui si trova a operare il personale penitenziario, peraltro da tempo con organico ridotto, richiedono un intervento immediato, come riconosciuto dal Consiglio. “Si dà concretezza al lavoro iniziato con la commissione” spiega Girelli, che annuncia il prossimo passo: “nelle prossime settimane proporremo al Consiglio attraverso una mozione di prendere posizione presso il Parlamento perché applichi le necessarie modifiche alla legislazione”.

Positiva, per il PD, anche l’approvazione di un ordine del giorno bipartisan per chiedere al Governo di non tagliare i fondi al trasporto pubblico, e di un altro ordine del giorno presentato dall’Udc e votato anche dal PD per sostenere le scuole dell’infanzia paritarie, perlopiù parrocchiali, oggi in grossa difficoltà economica.

Negativo, invece, il giudizio sulla bocciatura di due ordini del giorno a cui il PD teneva molto: quello sull’esenzione dei redditi familiari sotto in 30mila euro dei ticket sanitari e sulla loro graduazione per fasce di reddito, secondo un modello già in vigore in altre Regioni, e dell’integrazione del fondo per le politiche sociali per riportarlo almeno ai valori del 2010.

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