Concesio, infortunio sul lavoro. Muore un 49enne operaio. La Cgil: si fa troppo poco in tema di sicurezza

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Nella giornata di oggi, martedì 10 luglio, è avvenuto un infortunio mortale di un lavoratore di 49 anni, Marchina Marco, dipendente dell’azienda Metalli Estrusi di Concesio. Di seguito il commento della Cgil a quest’ennesimo infortunio mortale sul lavoro:

Siamo di nuovo difronte all’ennesima tragedia. Non si riesce ad invertire la tendenza sia degli infortuni mortali sia quelli invalidanti.   Le cifre di questi ultimi anni , secondo alcuni  hanno dato segno di miglioramento ma senza tener  conto della crisi, cioè minore occupazione e minor numero di ore lavorate. Se dovessimo fare una media infortuni/ore lavorate probabilmente scopriremmo che gli infortuni non sono in diminuzione, anzi potremmo trovarci di fronte a dati completamente diversi da quelli attuali. La CGIL pensa che purtroppo in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro si faccia ancora troppo poco sempre in nome della competitività. Le priorità sono altre. Tutti devono fare di più partendo dalle imprese e  dagli organi competenti. Solo così potranno diminuire queste numerose tragedie.

 

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  1. …e se dovessimo invece ANCHE responsabilizzare di più i lavoratori? Credo che ormai le ditte si adeguino tutte (tranne quelle che non vengono mai controllate dagli organi competenti) all’uso di sistemi antinfortunistici. Sopratutto da quando è il proprietario della ditta o impresa che sia, ad avere la responsabilità civile e penale di qualsiasi incidente possa succedere. La competitività non si fa risparmiando sulle dotazioni di sistemi antinfortunistici, anzi. Non avere tutte le "carte" in regola rispetto a queste direttive orami europee possono essere controproducenti alla ditta stessa nel caso di appalti o assegnazioni di lavori.

  2. APPUNTO SI DOVREBBE RESPONSABILIZZARE ANCHE I LAVORATORI SPECIALMENTE DA CHE MANZIONE HA, SE GUIDI UN MEZZO ALL’INTERNO DI UNA AZIENDA,,,,

  3. gli infortuni succedono perchè appese in bacheca o nelle assemblee aziendali ci insegnano le procedure da rispettare , ma quando si lavora per fare la produzione o i tempi dati dal datore di lavoro ,non si possono mettere in pratica . Poi ci sono anche quelli che : "io ho sempre fatto cosi’, e non mi è mai successo niente " . basta una volta . Alcune volte mi sono ,e ho sentito dire ,: "se non ti va bene la porta è aperta , ce ne sono mille fuori che aspettano di entrare al tuo posto".

  4. La cartellonistica è solo una disposizione obbligatoria ma non è affatto il solo sistema di informazione e formazione. E’ fatto obbligo per legge di corsi di formazione in tema di infortuni. Non può essere accettata come scusante il fatto che l’abbigliamento sia di impedimento alla esecuzione del proprio lavoro. Non indossarla o indossarla in maniera non appropriata va solo contro la salvaguardia della salute del lavoratore stesso. E siccome in caso di infortunio a risponderne ne è direttamente il proprietario o il titolare della ditta, dubito che ce ne siano molti che si oppongano al loro corretto uso. Nel caso in cui questo avvenga ci sono istituti appropriati per segnalare le eventuali mancanze o carenze di questi sistemi di formazione e di prevenzione.

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